Gli scienziati hanno a lungo dibattuto il tema sulle cause di estinzioni di massa che il nostro pianeta è esposto regolarmente. Vi è una ipotesi scientifica sempre più convincente, ovvero, che la causa di questi disastri sono dovuti ad un invisibile pianeta-killer.

Si ritiene che il Sole ha una stella compagna più piccola, si chiama Nemesis o “Morte Nera”. Questa stella attira periodicamente i pezzi di rocce e ghiaccio dalla periferia del sistema solare e le spinge verso la Terra. Di questo ne sono convinti gli astronomi Daniel Whitmer, Albert Jackson, Mark Davies, Richard Muller e il Dr. Piet Hart, hanno condotto uno studio recente e hanno dichiarato che le estinzioni di massa si sono verificati regolarmente negli ultimi 500 milioni di anni, almeno una volta ogni 26-30 milioni di anni.

Gli scienziati ritengono che Nemesis è in orbita a circa 1,5 anni luce dal Sole, e la sua gravità sarebbe la vera causa delle interferenze sulla Nube di Oort. La Nube di Oort si trova oltre l’orbita di Plutone, distribuita tra 0,8 anni luce dal sole per 3 anni luce oltre, composta da una varietà di corpi celesti ghiacciati (comete e asteroidi) che si trovano bloccate nella loro orbita, sotto l’influenza dell’attrazione gravitazionale del Sole. La Nube di Oort è quindi una sorta di serbatoio di “comete di lungo periodo”, il luogo di nascita di queste comete, che ogni poche centinaia di anni, o anche di più, vengono spinte nel sistema solare interno almeno una volta.

Gli scienziati dicono che Nemesis può essere una stella più piccola, una nana rossa o una nana bruna, grande come il gigante gassoso Giove. Anche con i più potenti telescopi è difficile da osservare una stella di questo tipo ad una tale distanza, ma con le sonde spaziali forse qualcosa di può osservare. Ma la teoria Nemesis è sempre più solida anche al di là di questo problema. In uno studio pubblicato nel 2010, dall’astrofisico Adrian Melott dell’Università del Kansas e Richard Bambac della Smithsonian Institution di Washington, hanno utilizzato i dati più recenti di analisi sui reperti fossili. Hanno confermato che le estinzioni di massa si verificano una volta ogni 26 milioni di anni. Ma le ultime ricerche hanno fatto notare che la teoria Nemesis non va bene, perché, come Nemesis così lontano, ci sono certamente altre stelle che interferiscono nelle vicinanze del nostro sistema solare, quindi è impossibile che le comete possano visitarci con regolarità.

Combinando tutti gli ultimi dati, i paleontologi, astrofisici e astronomi, sono giunti alla conclusione che le ondate di estinzione di massa devono essere determinati non dalla Nemesis, e l’influenza di un altro pianeta, appunto il famigerato Pianeta X.

Gli scienziati hanno suggerito che esiste un pianeta solido, cinque volte più massiccio della Terra che orbita nel Sistema solare ma ben oltre Nettuno. Questo pianeta non attrae nel suo percorso le comete dalla Nube di Oort, ma dalla Fascia di Kuiper che è più vicina. Questo pianeta X è un vero e proprio “killer”, molto buio e non riflette la luce solare. E’ per questo che è invisibile ai telescopi terrestri ma non a quelli con le ottiche all’infrarosso.

Queste comete spinte dal “Pianeta X”, possono essere la causa di estinzione globale sulla Terra. Gli scienziati fanno notare che il tempo relativo all’avvicinarsi di una prossima cometa, ovvero quella che causerà una estinzione di massa, è già venuto e se l’ipotesi degli scienziati è corretta, molto presto la Terra cadrà di nuovo sotto i colpi di una pioggia cosmica mortale di meteoriti, asteroidi e comete.

La civiltà umana è completamente senza protezione dalle minacce cosmiche, ma cosa possiamo fare per evitare tutto questo? Niente.

Massimo Fratini