Domanda: Sul pensiero.
Risposta: Ogni uomo pensa e parla nella misura in cui è pronto alla percezione del pensiero a lui usuale. Si può immaginare tutto ciò nel modo seguente: il pensiero arriva come un’illuminazione, mentre l’uomo pensa, pronunziandolo tra se con le frasi a lui usuali.
Il pensiero è etereo ed è volatile. Esso non sta sul posto, ma possiede la capacità di cancellazione oppure di un profondo inserimento nella memoria (durante i carichi fisici, in situazioni di stress, nei momenti di gioia). Esiste anche la manifestazione della memoria intermittente (riemersione della memoria di qualche evento in occasione di situazioni simili).
Il pensiero può essere uno schizzo, un bagliore. Appena qualche momento fa qualcosa è arrivato al cervello e senza essere compiuto è improvvisamente sparito.
Dai pensieri può rimanere nell’anima un senso piacevole oppure di amarezza, così come dopo aver compiuto un’azione. Nel suo insieme il pensiero si forma nel cervello. Si manifesta in forma di una parola chiave oppure di una serie di frase o di azioni. Le eccezioni praticamente non esistono.
Un processo analogo accade durante la composizione delle poesie, che hanno bisogno di una successiva rifinitura. Anche i grandi scultori quando lavoravano col marmo inizialmente vedevano solo l’idea. E solo successivamente, pian piano realizzavano la loro visione in una opera d’arte, portandola alla perfezione attraverso una sua scrupolosa rifinitura. Tutto questo veniva fatto con la loro mente e con il lavoro delle loro mani.

Domanda: Qual è la causa del pensiero?
Risposta: Il pensiero dà la spinta alla ragione che ricerca. La ragione non sta nel cervello. Lì i pensieri vengono solo analizzati e scelte le vie della loro realizzazione.
Il pensiero dell’animo, che continuamente vive nell’uomo, il suo “Io” mentale, si unisce continuamente nel cervello col pensiero, con l’idea suggerita dall’alto. Da essi nasce un pensiero che diventa operante.
I pensieri del proprio “Io” e quelli venuti dall’alto non sono separabili.
Esiste anche il pensiero inconscio, che viene dal centro supremo di comando e si chiama intuizione.

Domanda: Sulla materialità del pensiero.
Risposta: Che il pensiero sia materiale è un dato di fatto. Solo che la parola “materiale” in questo contesto può essere poco chiara, in quanto per gli uomini la materia deve essere visibile e percepibile. L’uomo imperfetto è capace solo di questa percezione di questo concetto.
Si può dire che l’uomo è circondato da varie strutture sia visibili che invisibili, una delle quali è il pensiero. Non credere a questo sarebbe privo di senso, in quanto la persona proprio mentalmente, e in nessun altro modo, chiede a Dio perdono, protezione ed altri beni.
Le persone che si amano e hanno vissuto a lungo insieme oppure madre e figlio, non hanno bisogno molto di comunicazione verbale. Il contatto mentale è una delle forme dei rapporti preferenziali.
Se il silenzio fosse stato considerato una buona maniera, il rapporto mentale, sarebbe stato accettato e usato senza esitazioni, come una realtà esistente e incontestabile. Il pensiero costruisce tutto. Il pensiero esercita un’influenza su tutto il Cosmo, in quanto i pensieri sono gli atti fatti o non fatti e quindi sono già azioni. I pensieri che si contemplano e si formano oggi, avranno le conseguenze sia domani, sia nel futuro, anche dopo tanti secoli.

Domanda: Sul pensiero.
Risposta: Il pensiero è lo sviluppo del processo di attività, la sua rappresentazione. Non ferma l’attività, bensì la spinge in avanti nella sua realizzazione. Il pensiero logico consequenziale aiuta nella realizzazione dei progetti apparentemente irrealizzabili, in quanto, la catena di azioni propriamente costruita, porta alla loro realizzazione.
Uomini che pensano frammentariamente e in modo sconnesso, poche volte arrivano a realizzare le proprie idee.
I discorsi precisi li fa colui che pensa in modo preciso e consequenziale.
Il pensiero è la riflessione sui fatti conosciuti, il loro confronto con l’esperienza accumulata e l’allacciamento alla memoria. Non solo l’uomo ha la capacità di pensiero, ma anche tutta la natura vivente.
Il pensiero può essere anche intrinseco (la memoria genetica contenuta nel cervello), in quanto è necessario per garantire la sopravvivenza della specie biologica.

Domanda: In cosa consiste il processo del pensiero?
Risposta: In domande e risposte. Un uomo pensante si pone delle domande. In realtà quella domanda va alla sua guida. Se non c’è la domanda, quindi l’interesse all’obiettivo posto, perché trasmettere la risposta? Se il processo del pensiero va o no dipende da entrambi, anche se a volte colui che chiede può essere da lui portato fino l’isteria.
Spesso il processo del pensiero comincia con la Domanda: “E’ interessante..”. E’ una specie di segnale di chiamata, il codice di contatto con la guida. La risposta viene data solo per una causa e non per gioco.

Domanda: Cosa è il pensiero della natura?
Risposta: Tutto segue la via della evoluzione. Non si riesce a notare molto perché la vita di alcune generazioni è solo un breve periodo di tempo.
Il pensiero della natura è la sua adattabilità alla vita, la possibilità di vivere, prolificare, divenire più intelligenti, migliorare le proprie qualità. Senza il pensiero la natura sarebbe morta. Il Signore non deve mica guardare ad ogni filo d’erba. Ad essa è stata data la vita e la benedizione.
La natura ha una forte aspirazione alla vita. La natura appassita o inondata, si risolleva da se, mentre quella sommersa dalla chimica si spegne e sparisce, per non dare germogli corrotti.
I cambiamenti accadono anche nel pensiero intrinseco degli animali. Forse questo può suscitare un sorriso, ma per esempio, le mucche sono diventate più intelligenti e più furbe. Hanno conosciuto abbeveratoi, mungitoi elettronici, greppie e si sono adeguate ad essi.

Domanda: Quali sono le forme del pensiero?
Risposta: Diverse. In base all’obiettivo posto e al mezzo per raggiungerlo. Quando il risultato è conosciuto (bilancio del pensiero), il processo del pensiero parte da esso. Ma succede anche il contrario: non conoscendo la fine, non sapendone la causa, il pensiero va ad adornare il suo merletto.
Il pensiero può essere di forme diverse: strettamente indirizzato verso il raggiungimento dell’obiettivo, astratto, sognatore, supponente ecc. Tutto dipende dallo stato emozionale e produttivo della persona in uno specifico momento.

Domanda: Cosa è l’ideale della ragione?
Risposta: E’ l’abilita di porre a sé e anche agli altri un sogno oppure un obiettivo preciso e ben formulato. La realizzazione di questo sogno, un approccio ragionevole alla causa, il collegamento di quanto contemplato con le azioni che devono realizzare l’idea.
La ragione ideale è la capacità di fare del sogno la realtà.

Domanda: Cosa e il sonno?
Risposta: Il sonno è il riposo dell’anima. Il tempo del distacco del pensiero interno ed esterno. Però ci sono eccezioni. Dopo un carico psichico forte, una malattia, tormenti d’animo, esaurimento mentale, di giorno o di note può attivarsi il canale di riserva per la percezione della realtà o del flusso d’informazione, ma essa richiede qualche ulteriore precisazione. La raccolta pulita delle informazioni avviene molto raramente. La percezione durante il sonno non è sempre precisa e comprensibile, ma piuttosto vaga e annebbiata. Spesso i sogni sono una serie d’immagini senza senso, che dipendono dallo stato del sistema nervoso. Si possono analizzare i sogni: quelli paurosi li vedono gli uomini spaventati, malati, cattivi, stanchi, isterici, non particolarmente limpidi, appesantiti dai cattivi pensieri ecc.
Domanda: Il pensiero, la coscienza, l’amore – come si formano e qual è il meccanismo del loro lavoro, come agiscono?
Risposta: Il pensiero è inserito dalla natura e si manifesta cosi presto che esso può essere unificato con l’istinto. Possiamo dire che il pianto del bambino nei primi minuti di vita è un istinto. Successivamente lui potrà piangere consapevolmente, sapendo che il suo lavoro (pianto) porterà al calore, al seno, al cibo, all’attenzione e alla cura. Si può dire che a causa del pensiero il bambino matura più tardi. O meglio, la natura ha programmato in lui una maturazione tardiva – il gradino dal bambino all’uomo adulto – un lungo percorso di pensiero e di assimilazione della vita. Nella natura stessa tutto è molto più veloce ed attivo. L’istinto di autoconservazione è severo. Non ti sei alzato veloce in piedi, sei utile lo stesso, ma in forma di cibo (albumina) per un’altra vita.
La coscienza proviene più dall’educazione o dalla percezione personale della vita. E’ propria dell’uomo con principi e capisaldi. I principi dell’educazione parlano della presenza della coscienza nella persona. I detti come “Chi vive con lupi impara a ululare.” e “Non porti la croce”* – (associazione con la coscienza) chiaramente appartengono a diverse forme di educazione e quindi presenza di coscienza.
L’amore è un sentimento naturale. L’amore è l’inizio dell’Universo. Non poteva il Creatore creare l’Universo e tutto ciò che lo popola con l’animo vuoto ed indifferente. L’uomo crea in modo particolarmente ingegnoso quando ama o odia. L’amore non è una passione, è splendido. La cosa più importante è non rinchiudersi in se stessi con i propri dispiaceri personali. Bisogna essere innamorati nella vita. L’uomo passivo, che non l’ama, nella vita non raggiungerà niente. Lui è mandato per il tormento. Almeno che possa vere un innamoramento, ma non il vuoto, perché diversamente l’uomo non è un creatore.

Un modo di dire russo che significa una persona che porta un crocifisso, quindi un cristiano con tutta una serie di valori morali e comportamentali comunemente accettati e a lui associati. Dunque la frase “Non porti la croce” può essere rivolta ad una persona che manifesta un comportamento indegno di un cristiano, quindi un uomo civile. Idioma italiana “Sei senza Dio” (nota del traduttore)

*Un modo di dire russo che significa una persona che porta un crocifisso, quindi un cristiano con tutta una serie di valori morali e comportamentali comunemente accettati e a lui associati. Dunque la frase “Non porti la croce” può essere rivolta ad una persona che manifesta un comportamento indegno di un cristiano, quindi un uomo civile. Idioma italiana “Sei senza Dio” (nota del traduttore).

(trad. DW – dic.2015)