Domanda: Sulla coscienza, intelletto e ragione.
Risposta: La presa di coscienza di ciò che sta accadendo è il processo di valutazione e di riproduzione delle situazioni. La coscienza può lavorare solo in una persona viva, anche se e malata. Questo è cosa pensa l’uomo in corrispondenza con la sua vita attuale.
L’intelletto è grande. Può essere chiamato intelligente l’uomo che pensa sempre, che si evolve sempre nei suoi pensieri, colui che cerca, sogna, chi distingue la verità dalla menzogna, ma che sempre dubita, poiché non è un imbecille presuntuoso.
Pensare intelligentemente è il privilegio di un uomo intelligente, mentre tutti gli uomini possiedono la coscienza.
La ragione è parente dei due concetti precedenti. Non tutti possiedono la ragione, anche se è stata donata a tutti. La ragione e più sviluppata nelle donne in quanto essa e più legata all’istinto. La ragione è il calcolo delle successive azioni e delle situazioni, comprensione tranquilla di tutto il precedente e del successivo.
La ragione è ciò che spinge verso le scoperte.

Domanda: Cosa è l’intelletto dell’uomo?
Risposta: L’intelletto umano è composto dalle conoscenze da lui accumulate, più la sua esperienza e quella delle generazioni precedenti. Un uomo dal fine apprendimento, durante il lavoro mentale, può immaginare i suoi pensieri, come fossero quadri, ogni suo pensiero. Più spesso questo è proprio dei bambini.
L’intelletto dell’uomo è il lavoro del pensiero, che forza anche il cervello a lavorare nella direzione da lui indicata. Il pensiero costante su qualcosa può provocare anche un tormento. In quel caso bisogna saperlo concentrare in una direzione e portarlo fino ad una fine logica, a prescindere se la fine sia un risultato positivo o negativo. Meglio una brutta chiarezza, che l’ignoto.

Domanda: Sulla mente. Quale è la fonte della mente?
Risposta: La mente è un grande vantaggio degli uomini in confronto alle altre nature vive. In altre strutture viventi prevalgono l’adattabilità e gli istinti. La mente è lo stato superiore di tutte quelle qualità, in quanto può analizzare il passato e pianificare il futuro, cioè fare quello che non possono fare le piante e gli animali.
La mente dell’uomo è un concetto astratto. C’è semplicemente qualcosa che viene chiamato con questa parola. Ma l’uomo non possiede nessun organo particolare per questo.
La fonte principale della mente è costituita dal desiderio di lavorare sul perfezionamento di se stesso e sulla conoscenza del mondo circostante, percepire coraggiosamente l’ambiente circostante in modo proprio, essere in grado esaminare le cose dal di fuori. La possibilità personale di ottenere il diritto di uscita ad un buon livello e ricevere l’informazione. La base è la laboriosità.
E in cosa un uomo intelligente si distingue dall’uomo sciocco? Sciocco non e il sinonimo di una persona mentalmente malata, bensì una persona che devia dai concetti, comportamenti e pensieri umani generalmente accettati. Lo scemo non è sempre scemo. In tempi remoti le persone così erano chiamate “beate”. Queste persone avevano diritto di dire quello che pensavano. E spesso questa era la verità, che gli altri nascondevano. Avevano la capacità di prevedere, della chiaroveggenza, erano impavidi davanti ai potenti di questo mondo. Però oggi giorno con la parola “beato” vengono chiamati i malati mentali, gli scemi e gli uomini che hanno commesso qualche errore.
Qualche volta la parola mente va insieme con la parola coscienza, ma questa non è una combinazione giusta ai nostri tempi. Ora il significato di queste parole diverge. E le persone che hanno una mente invidiabile, la usano in contrasto con la propria coscienza.
La mente è la concentrazione delle conoscenze precedenti, la sapienza precedente, pensieri personali, i progressi e l’esperienza della scienza.

Domanda: Cosa è la coscienza, qual è la sua origine e sostanza?
Risposta: La coscienza è il lavoro della mente dell’uomo. Essa non nasce dall’inizio nella persona e non è propria di ognuno. La coscienza è l’unione del principio spirituale con la conoscenza.

Domanda: Il problema di coscienza. Esiste il problema e quali sono le possibili eventuali soluzioni?
Risposta: Questo problema esiste e la sua soluzione avrebbe portato ad una società ideale, che pensa giustamente ed è degna di livelli di governo più alti. L’uomo è unico nella sua sostanza, nei suoi pensieri e nella sua coscienza. Lui non somiglia nemmeno alle persone che lo hanno educato o che sono cresciute insieme a lui. Cioè esiste una coscienza individuale. Questa coscienza dona all’uomo la sua comprensione ideale del mondo circostante. Quanto, giusta o ingiusta, sarà la sua opinione, tanto sarà la sua successiva aspirazione alla conoscenza. Ma in gran parte essa viene determinata dal lavoro su stesso sia da parte della guida sia da parte della persona guidata.
I modi della soluzione del problema: pensare e agire in modo preciso e coordinato con la propria guida che possiede la coscienza suprema. Se tutti gli uomini potessero arrivare a quella possibilità, avverrebbe una nuova evoluzione dell’umanità, una rigenerazione su un piano più alto.

Domanda: In cosa consiste il senso del cervello?
Risposta: Il cervello in sé e un dono di Dio, in quanto è uno strumento unico. E’ stato pensato in modo tale che l’uomo nello stesso tempo possa svolgere molteplici funzioni fisiche e mentali. Ora noi possiamo muoverci e pensare contemporaneamente. Allo stesso tempo anche il cervello lavora su più livelli, dando le disposizioni automatiche per l’azione. Noi camminiamo senza pensare che dobbiamo spostare i piedi, muovere le braccia, respirare per un giusto scambio di aria nei polmoni. Il cervello impartisce un comando alla circolazione e possiede altre numerose funzioni alle quali noi non pensiamo nemmeno.
Però l’ordine di camminare, ancora non è il senso dell’organizzazione interna del cervello. Questo è solo un ordine per l’azione. Prima l’uomo aveva la possibilità di eseguire contemporaneamente lavori diversi – la forza di autoconservazione era grande. Nel cervello si attivava il canale di inaffondabilità nell’acqua, la resistenza al dolore, l’evasione dagli stress attraverso il pianto, l’uscita da varie gravi malattie attraverso il mal di testa, la resistenza al sonno, la capacità di muoversi oppure rimanere immobile per giorni interi, la riduzione della dispersione idrica dal corpo in periodi particolarmente caldi, oppure durante un movimento veloce, l’avvertimento del pericolo, la diffusione dei segnali sul buono e il cattivo attraverso la pelle, il movimento sicuro nel buio, i rapporti con gli animali, l’adattamento a qualsiasi clima ecc.
Dio ha inserito nell’uomo il programma se non di onnipotenza, allora di polifunzionalità. Con questo Lui l’ha reso in minima misura simile a se stesso. Tanto di quello che è stato inserito l’uomo l’ha disperso per assenza di richiesta. Ma non possiamo dire che le circonvoluzioni o meglio i settori, o le cellule cerebrali responsabili per quelle funzioni si siano atrofizzate. Sono in un sonno profondo e qualche volta si auto attivano improvvisamente, come se ci fosse il comando “via”. Ma un continuo allenamento, nonché la necessità nell’utilizzo di quelle funzioni vitali non c’è.

Domanda: Si può organizzare allenamento?
Risposta: E’ possibile. Ma a realizzare i suoi frutti (capacità funzionali ripristinate) sarà un’altra generazione, nata da quelle coppie allenate. Il cervello dei bambini sarà in grado di svolgere più funzioni. Il lavoro costante su se stessi porterà che le generazioni successive di quelle persone saranno diverse da quelle attuali.

(trad. DW – dic.2015)