Domanda: Cosa è la conoscenza?
Risposta: La conoscenza è auto-educazione, auto-insegnamento e la tendenza alla perfezione. La conoscenza è la scienza di ascoltare se stessi, le persone circostanti, ricordare il necessario e buttare il superfluo. E’ interessante notare che il cervello filtra da sé quello che occorre alla persona da quello che è inutile. La conoscenza è un lavoro ed è un lavoro individuale.

Domanda: La base della teoria della conoscenza.
Risposta: La base sta nell’uomo stesso: nella sua natura è inserito il codice della conoscenza. Ogni uomo ha quel codice, solo che ogni persona ha un codice diverso e questo viene chiamato differenza di interessi. Il codice di ogni persona viene distrutto o in seguito alla morte fisica, oppure in seguito al degrado mentale della persona. Noi chiamiamo questo la personalità che abbandona il corpo. La conoscenza del mondo circostante parte dall’infanzia e, più è grande l’esperienza accumulata dalle generazioni precedenti, più velocemente e interamente viene trasmessa alla nuove generazioni, in quanto loro dovranno avere nuove conoscenze, nuovi sviluppi ed arricchimento spirituale. Bisogna rivedere di nuovo i programmi, togliere tutto l’inutile, e vice versa, inserire cose nuove ed importanti. Solo con una grande sapienza arriva l’attrazione verso la conoscenza di altre cose. Ma anche la persona poco sapiente apprende qualcosa attraverso il suo rapporto con gli altri.
Rimanere al livello di un neonato è impossibile poiché contraddice il senso stesso dell’evoluzione. Alla conoscenza ci spinge non solo la nostra mente, ma anche le Forze Conduttrici, in quanto esse rispondono per il proprio pupillo e sono interessati all’evoluzione planetaria. Quindi il congelamento al livello raggiunto è impossibile. Appena uomo si rende conto che dalla sua esperienza non si può più spremere altro, inizia fare ricorso alle proprie riserve intrinseche che si trovano nel cervello.
L’affermazione categorica i che genitori di talento avranno un bambino intelligente, mentre gli alcolizzati avranno senz’altro un asino, non trova conferma. Però affetto e cura dispensati nell’infanzia portano come frutti l’amore reciproco e la gratitudine.

Domanda: La teoria della conoscenza come categoria filosofica.
Risposta: Si può conoscere il mondo circostante solamente conoscendo bene se stessi, e vice versa conoscere se stessi è possibile solamente conoscendo il mondo circostante. Bisogna vedere noi stessi come una sua parte integrante e vivere secondo le leggi della natura onnipotente.
Discutere i problemi quotidiani che hanno gli uomini non ha senso, ognuno avrà quello che merita.

Domanda: Quali sono le possibilità per l’uomo di conoscere l’essenza delle cose?
Risposta: La possibilità di conoscere l’essenza delle cose non viene offerta ad ogni persona. Questa capacità non la hanno in tanti e dipende dal livello di sviluppo di un singolo individuo

Domanda: Quali sono I principi basilari della teoria della conoscenza?
Risposta: Il desiderio e il lavoro individuale, la perseveranza e l’aspirazione alla conoscenza. L’uomo deve sapere dall’infanzia che la sapienza, accumulata dalle generazioni precedenti, è un anticipo che gli è stato dato. E lui deve, come il cavaliere avaro, nasconderla e portarla con sé. Deve generosamente condividere la sua conoscenza con i suoi seguaci e lasciarla nelle sue opere. La sapienza non si può rubare o bruciare. Essa è uno stato autentico. Se la persona è tenace nell’utilizzare la conoscenza, ed interessato ad accumularla, non si ferma a quello che e stato fatto prima di lui, ma continua l’opera. Gli vengono offerti pensieri, nuove idee, che lui dovrà sviluppare. Tutto ciò va preso con molto entusiasmo. La comprensione del mondo viene data solo alle persone interessate. Le risposte arrivano in base al livello d’accesso della persona in questione all’informazione

Domanda: Scienza. Conoscenza scientifica. Orientamento dell’attività scientifica.
Risposta: La conoscenza scientifica è interessata a richiedere spiegazioni e prove. La conoscenza scientifica è estremamente laboriosa. Bisogna avere una memoria ben allenata, attitudine verso le scienze e un po’ di amor proprio.
Ora e arrivato il momento dell’unione, della ricerca degli interessi comuni e dell’integrazione delle scienze. Uno scienziato deve essere eclettico. Deve conoscere la chimica, la fisica, l’anatomia ed altre scienze più o meno allo stesso livello. Prendete l’esempio di Lomonosov.
In scienza, come in nessun altro posto, ci vuole il riconoscimento.

Domanda: Sui metodi e i mezzi della conoscenza scientifica.
Risposta: La base sta nella lettura, ossia nella ricerca di quello che e stato scritto ed elaborato dai predecessori. Possono venir fuori le idee non elaborate, lasciate dagli autori stessi a causa dell’impossibilità della loro realizzazione Non bisogna voltare le spalle al passato. Non per niente si dice che “il nuovo è un qualcosa di vecchio ben dimenticato”.
Spesso il filo della nuova conoscenza passa dall’analisi coscienziosa dei lavori precedenti, offrendo al ricercatore la possibilità di chiarirla successivamente.
Grande importanza nella conoscenza scientifica è lasciata alla diligenza, alla pazienza, alla perseveranza, al desiderio di fare qualcosa utile per l’umanità, per i nostri simili.

Domanda: Le categorie principali di conoscenza e dello sviluppo.
Risposta: Lo sviluppo e la conoscenza efficaci provengono dai rapporti con gli uomini e con la natura. Le migliori condizioni per questo si creano lungo il percorso: più vedi, più senti, più conosci. Il cervello dell’uomo è ricettivo al nuovo, basta trovare solo una materia interessante per le osservazioni, per le riflessioni e per le spiegazioni.
Se si danno lezioni, bisogna darle in modo tale che lo studente si apra, ragioni di più e chieda su tutto quello che lo incuriosisce. In seguito alle risposte alle domande che gli interessano, gli si apriranno gli occhi e le orecchie, mentre le mani si tenderanno verso le sperimentazioni. Permettetegli di fare per conto proprio, ma sotto la supervisione di qualcuno capace.
Le prime conoscenze sul mondo circostante avvengono, per un bambino, subito dopo la nascita. Prima di essa tutte le cognizioni erano prenatali, mentre ora tutto e nuovo: aria, luce, amore, non amore. La conoscenza procede ogni giorno, ma essa e più sensoriale che mentale. Le regole fondamentali della vita si comprendono prima dell’età di sei anni. Si forma la percezione sensoriale ed è necessario inserire entro quel periodo le norme morali. Rieducare in seguito sarà più difficile.

Domanda: Storia della conoscenza.
Risposta: La conoscenza dell’uomo è storicamente legata ai suoi tentativi di utilizzare la natura, all’uscita dall’ignoranza e dal malanimo, alla sostituzione della forza con la ragione, al cambiamento della struttura del corpo e della mente, alla crescita dell’intelletto allo sviluppo spirituale, al rispetto dell’anzianità.

Domanda: Quali sono le fondamenta della teoria della conoscenza del cosmo?
Risposta: Nel Cosmo tutto è interconnesso, tutto è creato come un complesso nel suo insieme, quindi eliminando qualcosa bisogna sostituirla con un’altra. Ma il problema non è nemmeno questo. Bisogna conoscere il proprio posto nella natura, considerare se stessi come una sua parte integrante e non guardare su tutto l’Universo dall’altezza della Grande Mente. I pensieri possono essere analizzati ed osservando la natura si può arrivare a grandi scoperte al proprio livello. In particolare è assurdo cercare qualche senso alla creazione.
Il processo di connessioni in natura è grande: dal mangime all’uccello, dall’uccello all’animale. Se non ci sarà cibo per i volatili, la natura stessa diminuirà la natalità delle volpi e dei rapaci. E’ necessario conoscere la natura e il Cosmo attraverso la catena di cause ed effetti.

Domanda: Sulle correlazioni causa-effetto nella conoscenza dell’Universo.
Risposta: Tutto parte dalla necessità, dal pensiero. E non un semplice pensiero, ma una riflessione sulle sue varianti. Anche il pensiero nasce da una causa. Per esempio, la fame. Lo stomaco manda l’impulso al cervello e il cervello decide cosa fare: uscire, andare in un negozio, comprare ecc. Nello stesso modo nascono anche le nuove invenzioni. Per esempio, la creazione del trapano dentistico. La causa – il mal di denti.
Quindi la causa è l’inizio del tutto.
Si può seguire la catena causa-effetto senza mai arrivare alla fine perché bisogna farsi l’idea che le cause degli avvenimenti di tutto ciò che ci circonda, sono state create dalla natura o dall’uomo. E’ così sempre e in tutto.

Domanda: Qual è la formula del codice della conoscenza?
Risposta: Conoscere per sapere. Sapere per vivere. Vivere per evolversi, per sapere tutto ed avere il diritto di entrare nell’Assoluto.
Dopo la nascita dell’uomo questo è la riunione obbligatoria nel cerchio chiuso del codice a più stadi della conoscenza.
Più conosci, più vuoi conoscere.

(trad. DW – dic.2015)