Domanda: Sulla filosofia.
Risposta: La Filosofia è un’ampia spiegazione della vita, ragionamento e riflessione su tutto l’esistente. Questa è una scienza che non si può chiamare esatta, in quanto non possiamo trovare la conferma ad una o ad un’altra opinione sulla vita. Ognuno vede le cose a modo suo, in conformità con le proprie opinioni sulla vita, sulla società e sul suo posto in essa. Tante le opinioni, quanti i filosofi. Un bambino dell’asilo è già un filosofo. In questo manifesta il suo sviluppo. Chi non è filosofo o è un ritardato oppure un parassita del pensiero.
Filosofia esistente è la scienza che guarda avanti, ma è poco riconosciuta. Essa insegna alle persone ad esprimere semplicemente i propri pensieri sulla vita, la realtà obbiettiva e le cause dell’esistenza del tutto. Sulla vita dell’anima all’interno del corpo, sulla vita del corpo all’interno della Terra e sulla vita della Terra all’interno del Cosmo.
Il corpo è solo un rifugio temporaneo per l’anima affinché lei possa realizzare la sua evoluzione. Mentre la Terra è creata per la crescita delle anime, per la possibilità dell’esistenza su di essa dei corpi fisici. Quindi il corpo dell’uomo cosi come la sua vita nella vita del pianeta è la sua parte integrante.
Cosi via anche le piante sono parte della Galassia, del Cosmo ecc.

Domanda: Il posto della filosofia nel sistema di conoscenza generale.
Risposta: La filosofia è necessaria. Bisogna insegnare a pensare all’uomo. Ma è proprio evidente che la filosofia della “causa comune” sta nella coda. Mentre se le persone penseranno correttamente, faranno anche le cose corrette.
La filosofia è il fondamento dello stato. Ogni paese può avere le proprie sfumature nell’approccio ai problemi filosofici.
Sulla Terra la filosofia, intesa come un sistema di conoscenze, non si è ancora formata.

Domanda: Quali sono le funzioni principali della filosofia?
Risposta: La filosofia insegna a vivere. Offre all’uomo la possibilità di non essere un animale privo di pensieri, bensì di avere una propria e chiara visione sulla vita e sulla politica. Sviluppa la raffinatezza dell’intelletto, il gusto alle scienze e conoscenze più svariate, l’interesse alla religione ed elabora una propria opinione su di esse.
Gli uomini che pensano in modo filosofico non portano né guerre né distruzioni. Una tale società genera umanità, spiritualità, filantropia, un altro modo di vita, la visione della necessità di ogni lavoro, la stima e il rispetto degli scienziati, il lavoro dei quali realizza le idee e gli dà vita, la tendenza al pensiero libero.

Domanda: L’inizio della filosofia.
Risposta: L’inizio della filosofia sono i primi ragionamenti sull’esistenza e sulle cause della vita, sulla possibilità di realizzare i propri sogni e farli diventare realtà nella vita terrena.
Le riflessioni della persona sulla vita sulla Terra. Cosa questa rappresenta: una sofferenza o un grande dono? In base alla risposta a questa domanda l’uomo costruisce la sua vita, soffrendo o vivendo.
Il pensiero dell’uomo però vola sempre oltre la sua dimora, e lui riflettendo sul senso della vita, pensa anche al supremo potere celeste. Il pensiero del tipo “cosa c’è lassù” in tutti i tempi ha occupato la mente di tutte le generazioni. Ognuno è libero di immaginare, credere e reputare quel che vuole. Una cosa deve essere sempre imperativa – non imporre le proprie opinioni agli altri. Lasciate che ciascuno abbia la propria idea sulle forze supreme. La prova di qualsiasi supposizione non esiste, quindi le teorie religiose non sempre possono aver ragione.
Lasciate che l’uomo abbia un mondo d’illusioni dove può nascondersi nei suoi sogni. I ragionamenti sul senso della vita sono necessari, ma non tutti possono averli ugualmente profondi.
Il senso della vita sta nell’attimo. Se ora la persona è abbastanza felice, lui può filosofeggiare su questo. Ma contemporaneamente esiste anche un’altra categoria di uomini: molto infelice e oppressa. Anche questo stato li rende filosofi. Buoni esempi di questo tipo sono Esopo e Pitagora.
La gran massa degli uomini lotta con la routine quotidiana. Ed anche questo crea uno stato d’animo filosofico, che non può essere condannato.
In Russia ora possono vivere solo i filosofi, che sperano e ragionano sul contributo dell’uomo alla società, sulla coincidenza dei desideri e delle opportunità, sulla mancanza d’idee negative, sulla vacuità del lavoro forzato, sulla vita secondo coscienza ed altro.

Domanda: In cosa consiste la domanda principale della filosofia al giorno d’oggi?
Risposta: La domanda principale della filosofia al giorno d’oggi consiste nella spiegazione del senso della esistenza dell’essere vivente, la necessità della nascita e della reincarnazione, del rapporto con la natura. L’uomo è parte del mondo circostante. Quindi è necessario un atteggiamento premuroso e delicato verso la propria casa e verso la Terra, dove è nato e dove vive. Non verso tutto l’Universo in generale (questo e impossibile), ma proprio verso la propria Patria.
Sulla vita dell’anima all’interno del corpo, del corpo all’interno della Terra e la Terra nella Galassia.
La Terra è creata per la crescita delle anime.
La cosa principale è l’elaborazione dell’opinione sul senso della vita e come viverla nel modo giusto e prescritto, la comprensione della sua fugacia e la necessità per ognuno di realizzare il proprio piano, l’autoconoscenza, lo studio della storia della propria patria, l’educazione delle generazioni future (anche come figli e difensori).
Bisogna insegnare alle persone ad esprimere i propri pensieri sulla vita, sull’esistenza del tutto e sulla causa del tutto.
Bisogna comprendere l’indissolubilità delle connessioni tra le principali scienze naturali: fisica, chimica, biologia, matematica ed altre.

Domanda: Cosa sono la dialettica e la metafisica? Quale di queste due modalità di pensiero è più esatta e qual è proprio infallibile?
Risposta: Sia l’una che l’altra sono il lavoro impegnativo della riflessione consequenziale, che parte da una base conosciuta e va verso un soggetto ignoto. La metafisica è più vicina alla verità.
Una modalità di pensiero più corretta per ora non esiste, né come nome, né come concetto. Si può avanzare una supposizione del tipo seguente: “il sistema del pensiero collegato” oppure “il Cosmo e l’acquisito“.

Domanda: Quali sono le carenze della dialettica e della metafisica?
Risposta: Tutte quelle parti del sistema filosofico prendono in considerazione solo le potenzialità dell’uomo, la sua esperienza personale e la sua logica di pensiero. Mentre non viene presa in considerazione l’influenza sul suo pensiero delle gerarchie cosmiche spirituali.

Domanda: Quali sono le regole basilari del “pensiero legato”?
Risposta: La laboriosità e la conoscenza. L’aspirazione incessante alla sapienza. L’acquisizione dell’esperienza di vita e di indipendenza del pensiero. La capacità di non mentire almeno a se stessi.
La consapevolezza del fatto che ogni azione e pensiero indegni sono visibili da lontano, come la luce rossa del semaforo. Inoltre la consapevolezza del fatto che tutti i tuoi pensieri possono esseri letti dagli altri porterà ad avere vergogna per essi.
Nella elaborazione del pensiero non sei solo, chiedi consiglio al tuo “alter ego”, alla tua coscienza e con onestà segui il suo consiglio.

Domanda: Sulla materia come categoria filosofica.
Risposta: Col termine materia chiameremo tutto ciò che esiste, visibile ed invisibile, tutto ciò che si unisce in una cosa intera ed ha causa e necessità di esistere. Forma e aspetto sono categorie non costanti. La forma e più variabile. La materia può passare da un forma all’altra in base alla destinazione. La molteplicità delle forme e degli aspetti esiste in conformità con il programma di irripetibilità.
La materia è in movimento continuo. In ogni materia, anche apparentemente di forma immobile, c’è un movimento interno. Le modalità del movimento sono variabili, immaginabili e non immaginabili.

Domanda: Sul concetto di sviluppo.
Risposta: Il concetto “sviluppo” si può definire come un’aspirazione ragionevole verso una società e verso una personalità più perfezionata. Bisogna seguire il motto: “Vivere per comprendere meglio la vita. Vivere, per crescere e per andare avanti nella conoscenza. Nessun giorno senza novità, nessun passo indietro nello sviluppo”.
Le leggi della evoluzione possono essere descritte con poche frasi. Esse sono comuni per tutti gli esseri viventi:
– avanti verso possibilità a noi sconosciute;
– i discendenti devono essere più intelligenti degli antenati;
– la forza del pensiero deve essere più forte del lavoro fisico;
– penso dunque vivo.
L’evoluzione è la selezione delle migliori varianti, è il movimento in avanti.
L’evoluzione è l’adattamento alla vita. Non potrà mai esserci il raggiungimento della fine.

Domanda: Esiste la spirale dell’evoluzione?
Risposta: Esiste. Tutto dal momento della generazione attraversa stadi di sviluppo a mo’ di spirale. La spirale è una forma che crea le condizioni per un processo di evoluzione graduale, ma costante. E’ una specie di formula di sviluppo – anche se le volute della spirale si allontanano una dall’altra, esse comunque vanno verso l’alto. Un lato della spirale rappresenta la via dello sviluppo progressivo, mentre l’altro – regressivo, e lo spazio tra loro è la zona dove avviene la scelta della via della evoluzione. Lungo il percorso la spirale si restringe e porta all’unica scelta giusta e corretta. La voluta inferiore ha un diametro arbitrario. Mentre in ogni voluta successiva il diametro diminuisce.

Domanda: L’essere. Le radici esistenziali e il senso filosofico del problema dell’essere.
Risposta: L’essere non è nient’altro che la vita e la sua essenza. La vita è un dono che bisogna portare con onore e dignità. Ognuno, in base alla propria concezione del mondo, valuta la vita a modo suo. Qualcuno della categoria dei piagnucoloni si lamenta per tutta la vita, la vita per lui è una punizione, una prova. Ma anche se fosse così, bisogna gioire ad ogni nuovo giorno vissuto, tenere il conto di essi e rendere conto per ogni giorno trascorso, sapersi godere la vita e non affliggersi.
Le forme di vita sono diverse. Tutto vive: quello che si muove e quello che, apparentemente sta sul posto immobile, tutto il visibile e l’invisibile, il buio e la luce. La vita è un vademecum, un’enciclopedia di domande e di risposte. Hai risposto bene – vai avanti, se no ti fermi e continui a pensare. La vita è il progresso, l’aspirazione ad essere migliore e più forte.

Domanda: Su l’essenza delle cose.
Risposta: L’essenza delle cose è la causa della loro formazione, il meccanismo della loro creazione, la natura che le compone ecc. Tutto è creato per scopi specifici e sono stati forniti i mezzi per la loro realizzazione.
Tutto quello che è creato dall’uomo serve a realizzare i suoi bisogni, anche se può essere nocivo. Tutto ciò che è creato dalla natura, non solo è creato per l’uomo, ma è anche a lui necessario. Nella natura l’eliminazione di una specie porta alla morte di un’altra. Nel rapporto fra le specie consiste la felicità e lo scambio info-energetico. Non viene esercitata un’influenza forzata di una specie su un’altra. Questo è un buon esempio da prendere in considerazione da parte dell’uomo, la cui condotta ha generato l’egoismo. Nella vita della natura non c’è nulla di simile.

Domanda: In cosa consiste la causa prima dell’inizio della formazione delle cose?
Risposta: Parte tutto dalla necessità. In base ad essa si formano la dimensione, la struttura, la forma ed altri fattori.
Se le cose sono create, vuol dire che sono necessarie. Le cose, cioè la consistenza materiale, possono essere naturali o artificiali. Le cose naturali come i metalli e non metalli, create per la continuità dell’attività dell’uomo e della sua evoluzione, per agevolare il suo pensiero affinché possa creare degli oggetti artificiali, necessari alla vita e all’ulteriore perfezionamento della scienza e della tecnologia. Possiamo chiamare cose artificiali tutto ciò che non è stato creato dalla natura. L’uomo può perfezionarle solo dopo aver avuto la consapevolezza della loro utilità, di quello che manca, ma che è necessario per la vita.
A volte, accadevano avvenimenti curiosi. Ad esempio, il suggerimento della natura sulla fusione del vetro. Però bisogna dire che gran parte delle volte uomo arrivava a tutto grazie allo spirito indagatore della sua mente.

Domanda: Sulla natura delle cose.
Risposta: Le cose si inventano e si creano per essere utilizzate dagli uomini. All’inizio, acquistano senso, e consapevolezza solo dalla loro necessità al servizio all’uomo. Non è definito dall’inizio che cosa è e a chi andrà ad appartenere.
Le cose di solito arrivano agli uomini per due vie: o si acquistano (cose che piacciono o che sono necessarie per la vita) oppure vengono regalate. Ci sono anche le cose che vengono ereditate. Non parliamo dei furti, perché in quei casi sia gli uomini sia le cose diventano infelici.
Le cose che circondano uomo, portano su di loro il marchio del carattere del loro proprietario. Tramite esse si può ricontare tutto o quasi tutto di uomo. L’uomo ha bisogno delle cose per vivere, nello stesso tempo non bisogna che lui si trasformi in un accumulatore permanente.
Noi chiamiamo cosa quello che è stato fatto con il lavoro e le mani dell’uomo con o senza la partecipazione della natura. Le cose sono quelle che aiutano uomo nella vita quotidiana.

Domanda: Che cosa è la felicità?
Risposta: Questa è inspiegabile. Per ognuno può essere espressa in modo differente. E’ l’elevazione dello spirito, la crescita dell’anima, il suo decollo, senza carico superfluo come quando vede solo il bene, senza far attenzione agli ostacoli.
In senso generale, per un uomo comune, è il benessere, la salute, un buon lavoro, uno scopo nella vita. Nel senso più alto, è la realizzazione dell’idea concepita nella vita.

Domanda: Che cosa è la sfortuna?
Risposta: Meglio non pronunciare questa parola. Questa è parte del destino, della vita prescritta. Quando arriva una serie di prove, si dice che questa è una sfortuna e allora si inizia a cercare la protezione dalla malasorte e cosi via, senza comprendere che in quel modo si allontanano dalla prova. Non avendo desiderio di crescere (superare le prove), attribuiscono tutto alla cattiva sorte. Viene chiamata sfortuna un periodo di insuccessi nella vita.

Domanda: Cosa è il caso?
Risposta: Questo è la vita. Tutta la vita è composta dai casi. Se sono gioiosi e tristi allora si notano. Dividendo la vita a periodi, ognuno di essi può essere considerate anche come caso.
Bisogna analizzare quali conseguenze portano dietro di se i casi. Ma impossibile valutare al momento. La valutazione di qualsiasi caso può essere fatta solo al termine di un percorso di tempo chiamato vita. In realtà non c’è niente di casuale. Tutto ha un senso.

Domanda: Cosa è un segno?
Risposta: La stessa cosa del presagio, ma solo in scala più grande. Esso avviene nel cielo, in casa, in natura. Spesso questo suggerimento viene dato dalla natura in forma di una qualche catastrofe naturale. I segni avvengono molto più spesso dei presagi, in quanto sono visti da tante persone. Questi fatti, spesso, sono descritti nelle leggende.

Domanda: Cosa è un segnale?
Risposta: E’ il meccanismo di intuizione che funziona. Una voce interna che predice una possibile sciagura. Questo è un segnale, un avviso, un avvertimento del pericolo che spesso ci aiuta. A volte il segnale non è compreso dall’uomo, ma spesso lo salva. A livello intuitivo un uomo può schivare, piegarsi ecc. Parliamo di un segnale della voce interna.

Domanda: Cosa è la verità? Può l’uomo comprendere la verità?
Risposta: La verità è la veridicità sulla creazione della Terra, del cielo e del Cosmo e in generale sulla vita degli abitanti che popolano il pianeta e l’Universo, sulla superiorità del bene. La verità è la conoscenza che possiedono i maestri superiori degli uomini. Più è elevata la guida, più la verità è chiara e precisa. La luce della verità deve essere penetrante. La verità non viene portata da tutti i maestri, ma solo da alcuni.
La verità è qualcosa di nascosto che l’uomo vuole conoscere. A questa appartengono tutte le leggi della natura, sulla conoscenza delle quali si basa la scienza.
La verità è grande come la luce che proviene dalla Mente Suprema.
Comprendendo la verità si assomiglierà a Dio, in quanto la verità, principio dei principi, solo Lui la conosce. Ma l’aspirazione alla conoscenza è ricompensata, perché non c’è niente di più offensivo dell’inerzia della mente e della pigrizia nell’apprendimento della Sapienza e della tranquillità dell’anima
La verità per ogni uomo può essere diversa. Le persone cercano la verità nella religione, nella natura, nel vino. Ognuno si rinchiude in qualcosa di suo.
La verità è in Dio, nel grande insegnamento, nel bene e nell’amore.

Domanda: Quale è la via della conoscenza della verità?
Risposta: La vera conoscenza in gran parte è preclusa alla mente umana. Ma esiste nell’aldilà, dove per le anime non c’è alcun ostacolo alla via della conoscenza della verità. Loro possono ricevere la risposta a qualsiasi domanda che gli interessi.
Quanto alla verità degli uomini, essa è varia o più precisamente non esiste. Ciascuno ha la propria verità. Per esempio, una persona che fa il male è convinta che le sue azioni servano per l’auto-purificazione. L’anima non ammette un tale approccio, non può essere ingannata. Lei sveglia la coscienza dell’uomo in ogni stato (nel sonno, nel delirio, quando la mente è spenta).
Comprendere la verità vivendo sulla Terra è impossibile. Tanta nuova e vecchia conoscenza inizialmente erano spacciate per verità, ma poi contraddette subito dopo. Ma come si può provare dove è la verità? Molto spesso gli uomini considerano la verità prima di tutto dal punto di vista materiale.
Dopo la morte non sempre tutto si può cambiare, ma in gran parte dei casi questo è quello che accade. L’uomo è testardo. E finché vive penserà sempre: “Dove? Cosa? Come?”. Questa è una buona qualità in quanto porta allo sviluppo delle scienze.
E in senso generale per il ragionamento terrestre la verità è la conoscenza del proprio mondo circostante, le regole della vita, della natura, l’aspirazione eterna ad apprendere senza fermarsi su qualcosa già raggiunto.

Domanda: Cosa è la logica?
Risposta: La logica appartiene ai processi del pensiero umano, al movimento del pensiero nella direzione necessaria, le capacità di elaborare le conclusioni giuste e di agire in conformità ad esse.
Se il pensiero nasce insieme al Cosmo e all’uomo, allora la logica è quella che l’uomo stesso utilizza per riflettere su di esso.
Il pensiero è una specie di regalo dall’alto, mentre lo stile del pensiero può essere appreso.

Domanda: Sulla correlazione tra il singolo e il generale, di una parte e del tutto.
Risposta: La correlazione è una parola sbagliata. Come si può confrontare quello che appartiene al tutto? Se la quantità di atomi nella molecola varia da una specie all’altra, allora che tipo di correlazione può esserci tra le specie? In base alle quantità di atomi?
Stessa cosa nella società e nella storia. Nella storia un uomo come personalità può svolgere un ruolo più grande della restante parte della società. Un intelletto, una mente, una memoria, una ereditarietà non possono avere parti. E nello stesso tempo non può esistere una cosa intera senza le parti componenti.
Quindi il singolo è la base, la parte componente del tutto. Anche se non sempre quella giusta. E’ necessaria una selezione appropriata delle parti componenti per garantire l’esistenza di una sana totalità. Una parte corretta può sopravvivere da sola, mentre le componenti scorrette del tutto sono necessariamente soggette al disgiungimento dalle parti componenti.

Domanda: Sul fenomeno e sull’essenza.
Risposta: Il fenomeno può essere definito qualcosa di straordinario, che supera tutto il resto, oppure vice versa qualcosa di non comprensibile, di errato, di prova.
L’essenza è l’intero, comprensibile, creato per un determinato scopo.
Se il fenomeno giustifica il suo contenuto e prova l’utilità della sua presenza, con il tempo, diventa sostanza.

Domanda: Sulla forma e sul contenuto.
Risposta: Su questo tema non è stato scritto tanto. Purtroppo il contenuto non sempre definisce la forma e vice versa. Ovviamente si ricercano le varianti ottimali, ma questa e una strada difficile di prove ed errori. Le nuove forme si formano per il contenuto. Questo è più semplice ed è meglio del contrario. La cosa più importante è il contenuto e non una bella forma.

Domanda: Sulla causa ed effetto.
Risposta: La causa si forma attraverso i secoli. Per la sua stessa formazione esiste la possibilità di prevedere le situazioni.
Sembra che uomo crei da solo la propria vita, però lui non sa cosa lo aspetta lungo la via. Cosi come anche il paese e la società.
Una volta che il sistema e stato inserito tutto vive e si evolve secondo esso. L’uomo non è isolato dalla società e dai suoi problemi e quindi la sua vita dipende da quelle leggi, dal loro sviluppo e dal loro adempimento.
In tutti i fenomeni, piccoli e grandi, l’effetto segue sempre la causa. Se l’uomo risponde per la sua vita precedente, lo stesso accade col grande sistema. Se qualcosa accade oggi, non c’è bisogno di andare a frugare. Bisogna cercare la causa nel passato. Oggi avviene solo la resa dei conti del passato.

Domanda: Sulla necessità e casualità.
Risposta: Prima di fare qualsiasi cosa bisogna definirne precisamente la sua necessità. Le cose che vengono fatte senza pensare, alla carlona e velocemente, finiscono male. Se il lavoro è ben pensato e definita la sua necessità, lo si può iniziare senza paura. Anche se il risultato sarà inatteso, non bisogna preoccuparsi, in quanto tutto è costruito su un sistema di prove ed errori.
Sulla casualità è stato scritto parecchio. Essa non esiste. La casualità è una variante contemplata in alto, la cosiddetta prognosi assoggettata delle azioni dell’uomo. Qualche volta sulla casualità le persone scaricano il proprio lassismo nel lavoro

Domanda: Sulla possibilità e sulla realtà.
Risposta: Qualche volta all’uomo sembra che le sue possibilità siano illimitate. In linea generale potrebbe essere cosi, se lui non avesse perso la possibilità del rapporto costante col proprio protettore spirituale, non avesse perso la capacità offerta da Dio ai suoi predecessori.
Le possibilità non coincidono sempre con la realtà. Qui il grande lavoro va affidato alla guida. Come si dice, l’uomo propone e Dio dispone.

Domanda: Sulla libertà e la necessità.
Risposta: Come prima cosa avrei parlato della libertà di pensiero. L’uomo deve avere la possibilità di pensare liberamente, a prescindere dello stato e dalla società in cui vive. In caso contrario può verificarsi una situazione che porterà pesanti conseguenze per l’uomo. Gli uomini che pensano in modo sano e libero spesso devono restare in silenzio. O peggio ancora dire qualcosa che non pensano. Quello stato li porta alla follia. Iniziano ad avere uno sdoppiamento della personalità, in lotta con la coscienza, con la legge e con la chiesa.
La necessità di tacere, di nascondersi, di confondersi nei pensieri (cosa e a chi si può dire), disturba il progresso. Tanti dei pensieri giusti non sono espressi per paura di una probabile punizione, sono cifrati nelle poesie, nei programmi digitali, sono rappresentati nelle opere di fantascienza.
Anche la libertà di azione è necessaria se non infrange le leggi fondamentali della vita.

Domanda: Sull’eternità.
Risposta: L’eternità è il tempo senza inizio e senza fine, che non può essere calcolato. Sono i secoli che passano, ai quali non c’è ritorno; è un’immensità del tempo, vissuto da tutto ciò che possiede una forma. Per l’uomo l’eternità ha un determinato spazio di tempo. E nello stesso tempo ognuno ha un suo concetto sull’eternità: per uno è un secolo, per un altro diversi secoli. In generale il tempo è un concetto relativo. Dal tempo di vita di un essere dipende il concetto di tempo. Esso è individuale. Per esempio, cosa è il tempo per il Sole?
Da secolo a secolo cambia tutto: crescono le stalattiti, si sviluppa l’anima, mutano le specie animali e le piante. Ma in modo particolare cambia la moda sui colori, sulla musica, sulla letteratura. Purtroppo cambia la moda anche comportamentale. E abbiamo ora quello che è stato seminato cinque anni fa, come omni-permissivismo e impunità. L’eternità è capace di distruggere e di costruire, spostare le montagne, i mari e i fiumi. Però i nuovi paesaggi per tanti decenni si devono abituare al proprio stato attuale.

Domanda: Sulla causa, principio e unitarietà.
Risposta: Sempre qualcosa succede, esiste ed si sviluppa. E sempre la causa di tutto questo era il principio.
Nella sua fase iniziale lui era la causa di tutte le cause successive e quindi, dei successivi principi e dei loro sviluppi.
Principio non significa che ancora ci sarà una buona e giusta fine di quanto concepito. Se dovessimo ragionare logicamente, ogni fine costituisce l’inizio di una nuova costruzione, di un nuovo piano, di una nuova, più perfezionata spirale evolutiva. Non bisogna rattristarsi della fine, in quanto ha un inizio e probabilmente anche un seguito.
L’effetto segue la causa. A rigore di termini, non sempre bisogna utilizzare gli effetti, ma solo nel caso di risultati positivi della evoluzione. Talvolta l’uomo utilizza solo l’esperienza negativa. (vita,storia) e questo diventa una cattiva abitudine.
Ma in che modo possiamo liberarci da un’esperienza inutile, soprattutto ora, quando tutta l’informazione è accessibile e disponibile all’uso? L’esperienza negativa si consolida e porta a conseguenze negative.
L’unitario. Probabilmente esso non esiste, se non contiamo l’unità nel Cosmo. Li tutto è interconnesso ed un corpo costituisce la parte di un altro. E cosi in tutto. Voi avete l’idea che unitario è quello che è circondato dall’aura, quindi ha un inizio e una fine. Ma questo corrisponde solo agli oggetti e agli esseri animati.
Nel sistema del Cosmo il pianeta Terra e quindi anche l’uomo e le cose che lo circondano, costituiscono le parti componenti del sistema solare. A sua volta, il sistema stellare costituisce la parte componente della galassia ecc.

Domanda: Sulla verità.
Risposta: La verità e uno dei principali e più importanti motori dell’evoluzione. Non dell’evoluzione di natura in generale, ma dell’anima. La menzogna e la violenza su se stesso o sugli altri provocano un oltraggio all’anima, che si nasconde e trema, perché ha paura di lottare con se stessa. Tale situazione genera il pessimismo e alla fine l’indifferenza. L’uomo offre al destino e alle circostanze l’opportunità di disporre di lui come di una piccola scheggia in un vortice. L’anima s’imbozzola e diventa rassegnata, non cresce e non muore.
L’uomo comincia ad avere tormenti d’animo per l’impossibilità di vivere secondo la verità. La menzogna è visibile ed è spaventosa. Ma è terrificante se la persona mente a se stessa per tranquillizzarsi. Sa che mente, ma continua a mentire comunque. Questo tormento è forte e costituisce una punizione sufficiente per il mentitore.
Serve dire al mentitore che lui mente? E se la persona sbaglia onestamente pensando di essere nel giusto? Questo è un altro caso. Questa è la menzogna in buonafede. Queste persone sono molteplici ed hanno diritto al proprio punto di vista.
La verità e quella che si vede e che non si può camuffare. Si libera sempre da tutto il superfluo e rimane verità. Si può un po’ abbellire oppure denigrare, ma la falsità volerà via, il tempo la porterà fuori. E la verità resta la verità.

Domanda: Cosa è l’etica?
Risposta: Sono le leggi, le regole secondo le quali devono vivere gli uomini. Germogli di quella che viene chiamata buona educazione sono piantati in ogni anima e dipende solo dalla persona farli crescere oppure appassire.
L’etica è una cultura di condotta interiore e di pensiero dell’uomo, purezza e bellezza dei rapporti. Anche nei casi in cui un uomo non è valutato dalle persone circostanti, ma rimane in compagnia di se stesso.
La persona più ignorante può essere di natura molto etica grazie alla purezza d’animo e al pensiero corretto, mentre la persona istruita può essere ignorante e immorale.
L’etica della società è prima di tutto la cultura.

Domanda: Cosa è la moralità?
Risposta: La moralità è legata alla crescita spirituale dell’uomo. Questa è una qualità che non è stata donata ad ogni persona. Morale è tutto ciò che va secondo l’anima e la coscienza. Immorale tutto ciò che è contrario alle regole di realizzazione delle leggi intrinseche della coscienza comuni a tutti gli uomini, quello di cui soffre e grida l’anima.
Questo è tutto quello di buono che è stato inserito nell’uomo e che serve per lo sviluppo e per il rafforzamento dei suoi doveri spirituali.
La moralità dipende dall’educazione, dalla comprensione infantile di che cosa sia onesto e cosa no. Dall’autoeducazione: giusto- non giusto.
Le persone morali avanzano più veloci sulla scala della evoluzione e questa è la manifestazione della selezione umana, la prima fiducia da parte delle Forze Supreme.
Uomo deve saper vedere se stesso da un lato e valutarsi non amandosi egoisticamente, ma secondo la coscienza. Uomo morale può sbagliare, può aver commesso degli errori, ma lui inevitabilmente avrà vergogna davanti a se stesso per quel che ha fatto. Se nel suo animo c’è il pentimento per il suo operato, se la persona non resta indifferente e riconosce pienamente la sua colpa, un uomo così non può essere condannato.
La moralità non deve essere imposta. Deve essere educata. L’uomo dovrà percepire il bene e il male non solo dentro se stesso, ma deve vedere che, anche dall’esterno, le trasgressioni vengono condannate e che lui non suscita l’interesse delle persone circostanti, né la loro comprensione. L’uomo non può vivere senza amore. Lui tenderà sempre andare verso gli altri e da loro stessi sarà educato.
La famiglia e la casa danno le basi della moralità.
La moralità è la cultura del comportamento.
Ora spesso dicono che uomo deve essere libero. Ma da chi era stato incatenato? Da un altro uomo, da un suo simile. Dall’alto nessuno gli ha messo le catene. Lui è anche interessante per il fatto che ha il diritto di scelta e non segue un binario predefinito.

Domanda: Cosa è la morale?
Risposta: La morale viene educata dalla società. Quindi nei diversi strati sociali c’è una propria morale. Quello che è immorale in una società, nella percezione di un altro gruppo di persone può essere una regola, che trova supporto e consenso. Tutti conoscono la parola morale, come anche i concetti di onore e di coscienza, ma coloro che li seguono sono solo pochi, come i corvi bianchi.
A volte dicono: “La tua morale è vecchia”. Ma fatto sta che le leggi della coscienza e dell’onore non invecchiano, mentre la vita va avanti con le proprie insidie e prove. Acqua, fuoco e tutte le tentazioni ci sono sempre state, solo che in ogni tempo sono percepite diversamente. La morale non invecchia e le persone che la abbandonano, cercano invano giustificazioni nella differenza dei tempi. I tempi cambiano, ma la coscienza in tutti i tempi resta invariata.
La Bibbia e il Corano possono essere chiamati il codice morale. Loro insegnano la morale.

Domanda: Sulla scelta morale.
Risposta: L’uomo sceglie secondo le proprie regole interiori, le sue convinzioni, il suo punto di vista sulle cose che accadono. Ognuno ha la propria morale e quello che è immorale dal punto di vista di uno e abbastanza accettabile per un altro.

Domanda: Quali sono i concetti fondamentali delle leggi della moralità nel Cosmo?
Risposta: Portare chiarezza di mente e la luce della conoscenza. Il mondo intelligente, educato e spiritualmente evoluto: un amore forte tra i vari esseri – una ricchezza comune del Cosmo. L’oppressione del debole da parte del forte non è ammissibile, in quanto suscita prima il rispetto e poi l’odio. Quindi uno dei concetti è non interferire ed evitare i consigli. La conoscenza e la fede, le buone intenzioni si manifestano nel risultato finale della vita e nella sua rinascita.

(trad. DW – dic.2015)