Domanda: Qual è il senso della vita?
Risposta: Lo sviluppo spirituale dell’uomo. Non si può semplicemente vivere: è vissuto, è campato, è morto. Anche se può succedere anche questo, se l’uomo vive come se non avesse mai vissuto. Ma se non c’è stata crescita spirituale, vuol dire che non c’è stata neppure la vita.
Il senso della vita, se guardiamo dal punto di vista fisico, sta anche nella perpetuazione della specie umana.
Il senso della vita è anche nel vivere, superando tutti gli ostacoli sul proprio percorso. Bisogna vivere in modo tale che domani non dovremo vergognarci per il vissuto di ieri. La cosa migliore, ora, sarebbe dare delle lezioni di moralità, ma non direttamente, ma attraverso la letteratura e i periodici. E’ molto importante che non diventi una cosa noiosa e fastidiosa.
Tutto ciò che è richiesto all’uomo è rimanere tale in ogni situazione. In fin dei conti all’uomo non importa per quale motivo è richiesto l’arricchimento della sua anima. Non andrete certo in mezzo alla strada a gridare che questo è necessario per la creazione di Dio.
L’auto-perfezionamento dell’anima non avviene solo grazie all’auto-educazione. L’uomo si perfeziona spiritualmente anche educando i bambini. Tutto ciò che uno ha cercato di infondere ed educare nel bambino viene valutato e preso in considerazione. Così come viene chiesto il resoconto e viene fatta la valutazione del lavoro delle guide. Perché anche loro sono educatrici ed esistono solo per questo motivo.
Bisogna costantemente imparare a vedere se stessi come parte del mondo circostante. Sentire se stessi parte integrante del villaggio, della città, del paese, del pianeta, del Cosmo. Ognuno deve saperlo e pensare a questo. E bisogna vivere non solo per arrivare agli 80 anni stimati e morire senza nessuna considerazione verso quello che ci circonda.
Quando si educa l’uomo bisogna sempre affermare che la sua anima è sempre viva e che si interessa di tutto: fino ad un ramicello spezzato o ad un fiore colto. La sua anima dovrà tornare qui sulla Terra più di una volta. Quello che dai ti ritorna. Bisogna educare al sentimento di responsabilità per tutto ciò che si fa, e in questo modo portare il bene ed andare in pace ovunque si posi il piede dell’uomo.
Ogni uomo è responsabile per quello che accade intorno. Ognuno è parte dell’Universo, la sua mente in fase di preparazione, una particella del suo rifornimento. E bisogna essere degni per assumere quel ruolo.
Mentre la non accettazione di quel ruolo diventa il primo passo per passare ai rifiuti utilizzabili-materia grezza. E fa paura, ma non per il dolore, ma per il dispiacere. Ricordi: l’anima conserve in sé tutti i sentimenti. La banca dati viene custodita in eterno e non passa giorno che un’informazione non sia richiesta. Ma essa viene estratta in modo selettivo e non nella sua totalità. Non viene data una formula, che non ha mai occupato la mente dell’uomo. Nella banca dati è custodito tutto, quel che era e quel che è stato dimenticato. In che modo nascono le nuove idee e il nuovo in generale? Queste cose sono il premio per l’uomo per il suo lavoro, il suo impegno mentale e per la non indolenza intellettuale. La guida di ogni persona pensante è responsabile per lui e sa con precisione quando arriva il momento della distribuzione di una nuova informazione.
C’è un collegamento diretto tra la spiritualità e i pensieri, in quanto il pensiero è parte dell’anima. Pensare vuol dire anche sognare e desiderare. Quindi se uno ha dei pensieri cattivi questo diventa un desiderio peccaminoso, in quanto il pensiero genera l’azione. E nella Bibbia è scritto: «Non desiderare..». L’educazione dei pensieri è legata alla crescita spirituale. Mentre i pensieri cattivi portano alla stagnazione.
Vivete per la gloria del supremo lavoro e della suprema ragione. Sono grandi ed immensi. Loro servono come l’aria. Tutto questo è una prova piacevole.

Domanda: Cosa sono la vita e la morte?
Risposta: La vita esiste da sempre. Per un certo tipo di esseri (per esempio l’uomo) la vita è un lasso di tempo della vita vissuta rimasto nella memoria. Se dovessimo staccare la memoria e levare il senso della vita, allora quella che viene chiamata la vita reale, non ci sarà più. Sarà un esistenza senza scopo, senza pensiero, senza sviluppo e quindi una vita cosi può essere chiamata morte, in quanto senza evoluzione, non ha senso di esistere.
La vita ha inizio dalla causa prima. Se c’è bisogno di essa ci sarà vita. Diversamente il progresso è impossibile. Se ci sarà un bambino o no, in gran parte dipende dalla decisione dei genitori. Semplicemente c’è un motivo per il quale a loro viene data la possibilità avere un bambino oppure no.

Domanda: Quali sono le cause primarie del popolamento della Terra?
Risposta: La Terra è stata popolata gradualmente e non così velocemente. Le differenze tra la zanzara e l’uomo sono state superate in sette giorni – questa è una bella leggenda.
Se non c’è il concetto del tempo come possono esserci calcoli settimanali? Dio è talmente intelligente che su una Terra non adeguata e non idonea alla vita, non metterebbe mai gli uomini. Per questo sono state necessarie diverse prove con esseri del livello di conoscenza inferiore. Quindi Lui ha collocato la «sua somiglianza» già nelle condizioni adatte alla vita.

Domanda: In cosa consiste la causa della diversità di razze?
Risposta: Nelle condizioni climatiche, nella possibilità di sopravvivenza di quelli geneticamente più forti, intelligenti e fisicamente sviluppati.

Domanda: Cosa è il destino dell’uomo?
Risposta: Questo è il lavoro che l’uomo deve realizzare durante la sua vita. Secondo questo tipo di programma vivono anche tutte le altre forme, dalla molecola all’animale.
E’ un programma inserito che definisce il periodo della vita dell’uomo ed una possibile via del suo sviluppo per l’accumulo della informazione, affinché la sua anima si sollevi al livello più alto.
Quel programma a volte non viene realizzato affatto.
L’ora e il giorno della morte di ogni essere non è definito. Il senso della sua esistenza dipende dal ruolo che svolge nell’ambiente circostante (secondo i livelli di rischio, ragionevolezza ecc.), dalla necessità della sua ubicazione in un determinato tempo in un determinato luogo. Se non vi è motivo alla sua esistenza per accumulare nuove e necessarie forme di conoscenza, lei viene annullata.
Nel destino dell’uomo il ruolo principale lo svolgono due elementi: il potenziale interno e la molto efficace forza esterna. La forza esterna è il teatro della vita, le scene che ognuno deve vivere in prima persona. La vita, le sue circostanze, le sue casualità, che bisogna dire non esistono, pone l’uomo di fronte alla domanda, come puoi uscire dalla situazione creata? Dopodiché i problemi della vita li risolve l’uomo stesso.
La domanda è proprio in questo: vale la pena di vivere per risolvere ogni giorno i problemi? La vita stessa vale questo carico? In base a come l’uomo esce da quelle situazioni – moralmente decadente, abbattuto, oppure rinato grazie ai tormenti spirituali – dipende il destino dell’uomo, il quadro che lui stesso dipinge.

Domanda: Sul destino. Può il destino essere cambiato e fino che punto esso è predeterminato?
Risposta: Il destino non è deciso in anticipo, ma esiste. Il suo piano, la linea del destino, un minimo vitale è indicato. Tutto qui. Questa è una delle verità semplici e conosciute. All’uomo deve essere chiaro che un premuroso riguardo allunga la vita e non solo conserva le cose. Lo stesso atteggiamento deve essere anche verso il proprio corpo. Questo non è la causa prima del prolungamento della vita, ma bisogna pur sempre tenerlo presente. Dopodiché non solo le azioni, come si sa generalmente, rovinano le anime, ma anche i pensieri sporchi.
Sappiate trattenervi dall’ira, dalla concupiscenza eccessiva e dagli scatti di furia mortale. Sappiate essere amici ed essere amati. Ma più di tutto amate con l’anima. Sappiate essere compassionevoli, rispondere alla chiamata, non chiudere gli occhi, non essere indifferenti a tutto. Sappiate valutare ogni giorno vissuto attraverso il vostro operato. E se comprenderete che il male è il male ed il bene è il bene, la vita non sarà vissuta invano.
Tutto può essere apprezzato, provando l’amarezza. Così anche lo zucchero è dolce e il miele è una beatitudine. Ma è vano pensare a quanti anni di vita sono stati assegnati. Se sono pochi, vuol dire che hai vissuto quello che ti era stato predestinato. E se questo è un bene o un male – lo decidi tu, ma mentre vivi, tutto è nelle tue mani.

Domanda: Da dove sono venuti sulla Terra gli esseri viventi?
Risposta: Perché devono venire? Sono stati creati. Per voi questo è improvabile, ma Dio ha forze indescrivibili. E se c’è la forza per la generazione di intere galassie, se solo da un Suo desiderio nascono i nuovi astri, si spengono e di nuovo si accendano i soli, per Lui non è un grosso impegno popolare i pianeti con quel che Gli piace, cambiare e modificare la natura con quello che Lui desidera, creare le nuove specie di animali e di piante, adeguare la natura all’uomo. A voi tutto questo non è visibile perché la vita dell’uomo è un istante. Si dice che scompaiono gli animali, ma in cambio di quelli ne arrivano di nuovi. L’intercambiabilità è viva. Qualcosa attecchisce e qualcosa si estingue.

Domanda: Quando avviene la morte dell’uomo?
Risposta: La morte dell’uomo avviene all’esaurimento dell’anima oppure in caso di mancanza della necessità della continuazione della sua vita (dalla Sua consapevole decisione), se non vogliamo considerare le morti improvvise. L’uomo può definire da sé il suo termine ed andarsene proprio in quel momento.
Esiste la persona che è morta per la grande età? No, questo non succede. Non si muore per l’età. Si muore dopo aver compiuto un programma.

Domanda: Sulla morte.
Risposta: La morte non esiste in natura. Niente sparisce nel nulla e appare dal nulla. Tutto è composto dalle particelle che hanno la possibilità di conservarsi, rigenerarsi attraverso l’attività e di nuovo entrare nella vita, come una nuova creatura della natura.
La morte significa uscita di scena per finita necessità.
Anche la morte spirituale non è la morte, bensì lasciare l’anima in custodia fino alla sua richiesta.
La morte è lo spegnimento, ma non la dissoluzione allo stato iniziale. Ed anche se fosse così, la morte come tale non esiste. Tutto ciò che costituisce qualsiasi memoria non ha morte. La memoria può essere piccola e contenere solo informazione dalla fonte originaria, ma può anche comprendere la memoria di tutte le generazioni precedenti. Ad ogni caso, in essa è contenuto il processo di sviluppo del cervello, l’evoluzione, ma assolutamente non la morte.
La morte non arriva con la falce, ma con l’ultima inspirazione ed espirazione. L’uomo non c’è più, ma la sua anima è ancora qui. Viene fatta una disamina, se la partenza dell’uomo è opportuna oppure se è necessario che lui torni. Segue la conciliazione.
Una morte non è uguale ad un’altra. Sarebbe bello vivere in modo tale che resti la memoria nei secoli, che i discendenti possano gioire delle scoperte e delle creazioni del passato.

Domanda: In cosa consiste il senso della vita dell’umanità e dell’individuo?
Risposta: Nel quadro generale della organizzazione del mondo esiste un’unica struttura, gerarchica e messa a punto, di influenza e di comando, dal semplice al complesso. Già è stato detto, che i campi di informazione e di energia degli individui che li popolano, cioè ad ogni pianeta, corrispondono alla consistenza di noosfera, che viene determinata dal livello del pensiero, dello sviluppo, del comando ecc. Sulla Terra gli individui di questo tipo sono le persone, che possiedono una fisiologia e una costituzione particolari e che permettono ad ognuno di loro, non solo di sviluppare le capacità naturali a lui date, ma anche comandare il proprio cervello e la frequenza del passaggio dell’informazione attraverso di esso. E qualche volta, in modo inconsapevole, inserirsi nei campi di informazione.
Ora passiamo alla domanda sul senso della vita dell’umanità.
Il senso principale della vita della umanità e di un individuo deve essere il continuo perfezionamento di se stesso, delle sue capacità e del suo pensiero; Il raggiungimento di alti livelli di sviluppo mentale e spirituale. E tutto questo deve accadere in armonia con le idee sui valori e su gli oggetti di vita quotidiana. Ognuno deve lavorare in modo indipendente per il raggiungimento di grandi risultati, per capire e comprendere la scienza sulla creazione del mondo, sull’anima; definire per se stesso il suo ruolo nella evoluzione generale. Il senso e l’obiettivo della vita: comprendere la differenza tra la necessità di conseguire i bisogni spirituali e quelli quotidiani.

(trad. DW – dic.2015)