Domanda: Cos’è l’uomo?

Risposta: L’uomo è un insieme di quello che è stato dato da Dio e quello che è stato acquisito grazie lavoro personale. L’uomo, come persona tanto lo deve a se stesso, al proprio desiderio di sviluppo, alla forza di volontà, alla laboriosità, al desiderio di conoscere più possibile, alla crescita della spiritualità e della moralità. Rispetto alle altre creazioni terrestri, uomo ha il diritto di scelta. Quindi lui non può essere considerato una marionetta, che può essere comandata. In gran parte l’uomo stabilisce da solo le vie del suo sviluppo terrestre.

L’Uomo, come si presume, è un essere buono e vario. Lui, come una spugna, assorbe tutto, il positivo e il negativo, poi filtra e lascia ciò che è più consono alla sua anima. Tutto questo forma un deposito di conoscenze, che va nella memoria e forma il cerchio dei suoi interessi. L’uomo è un essere superiore tra le creature terrestri e quindi lui è quello più responsabile dinanzi a Dio per tutto ciò che gli è stato dato in usufrutto e per il bene della sua prosperità e la sua crescita spirituale.

L’Uomo è un essere in evoluzione, che per ora si trova a un livello basso di evoluzione, ma che si considera al colmo della natura.

Il miglior comandamento, rivolto all’uomo devono essere le parole: «Fai così come ti sarebbe piaciuto che fosse fatto a te e tratta gli altri come vorresti essere trattato».

Questo deve essere deposto nell’animo dell’uomo come primo mattone.

Se uomo fa il bene, sperando che questo gli verrà preso in considerazione, oppure non uccide per paura della pena, questo non deve essere considerato come un bene, perché in alcuni casi anche il pensiero stesso può essere considerato un omicidio.

Amate ed aiutatevi l’un l’altro. Attraverso l’aiuto e l’amore viaggia la serenità d’animo. La prova di questo sta nel fatto che ogni persona ha piacere a portare aiuto. E non bisogna essere timidi nel fare il bene. Purtroppo questo è diventato non un indicatore di cordialità dell’uomo, ma un segno di mancanza di nerbo. L’uomo non deve assolutamente pensare che facendo determinate cose lui fa crescere l’anima. Non deve fare questo perché sembra bello (come una pianta di casa), ma per una tendenza naturale fare il bene.

Domanda: Quanto, come e per cosa vive uomo?

Risposta: Uomo vivrà in base a quanto Dio stabilirà per ogni singolo caso. In principio uomo era stato ideato per vivere trecento anni.

Umanità deve vivere fino al completamento del perfezionamento.

Bisogna vivere in modo generoso, accumulando le ricchezze d’animo e donandole alle persone circostanti. Ogni giorno deve essere festa.

Sulla domanda «come vivere?» ciascuno risponde per se, in quanto ognuno ha valori diversi. Però in base alla risposta viene valutato lo stato del suo sviluppo e in conformità a questo viene fatta la sua selezione per una successiva evoluzione.

Domanda: Di cosa ha bisogno l’uomo?

Risposta: Ognuno ha bisogno secondo le proprie necessità: qualcuno tanto, qualcuno poco. Anche i bisogni degli uomini sono diversi. Tutto dipende dalla crescita spirituale dell’uomo e del suo intelletto. Non tutte le ricchezze si misurano attraverso i beni materiali. Ma come si misura la ricchezza spirituale e se essa esiste?

A questa domanda può rispondere solo la persona con la quale è stato condiviso il tetto, i vestiti, il cibo, la conoscenza senza chiedere niente di in cambio.

«Поэт, коль хлеба у соседей мало,

Не будет жирной пусть твоя еда» –

Сказал мудрец, которому, бывало,

Ума хватало, хлеба – не всегда.

Порой он грустным был, порой весёлым,

Но благодарным жизни в час любой.

Укладываясь спать на камне голом,

Он всё же славил звёзды над собой.

(Poesia:

«Poeta, se i tuoi vicini hanno poco pane,

che non sia abbondante il tuo companatico» –

Così diceva il saggio, che aveva piuttosto

Sempre l’intelligenza, ma non sempre il pane.

Talvolta era triste, qualche volte allegro,

Ma grato alla vita in ogni momento.

E quando andava a dormire sulla nuda roccia,

Glorificava sempre le stelle sopra di se)

Uomo ha bisogno di un tetto, del cibo, di un lavoro che ama e dell’amore delle persone circostanti. E’ una fortuna se per tutta la vita uomo viene accompagnato da un cuore insaziabile e dall’amore. L’uomo ha bisogno della sicurezza dell’importanza e della necessità del suo lavoro. Lui deve essere felice, perché solo così potrà superare tutte le difficoltà.

La felicità sta nel carattere della persona, nel suo stato d’animo, nella sua fede nella vittoria. Tutte le difficoltà sono passeggere, non c’è nulla che rimane. Passerà tutto e resterà la fierezza per i giorni, o forse anche per gli anni, dei tempi di profonda crisi onestamente vissuti. La cosa più importante è non piegarsi, non infiacchire e non cercare il colpevole delle proprie disgrazie. Peggio ancora è cercare qualcuno su cui scaricare le proprie sventure. Queste persone sono chiamate amici e persone care: «Vieni amico, e porta la mia croce ed io sarò un osservatore estraneo dei tuoi tormenti spirituali e le tue pene». Senz’altro è bello che il mondo non sia povero di uomini che vengono sempre in aiuto, ma di fatto questo è un bene? Entrambe le parti hanno bisogno di questo? Per una parte – mettere la propria croce (la prova personale) su di un altro, mentre per l’altra portare per tutta la vita le croci degli altri.

Domanda: Sui punti di riferimento dei valori dell’uomo.

Risposta: L’uomo sceglie da solo dove andare. Chi va al negozio chi va al museo. Non bisogna spingere una persona, dicendo: «Vai e guarda», anche se qualche volta questo potrebbe essere una cosa utile. Ma abbiamo detto che uomo è padrone di se stesso e non un burattino. Quindi scegliete di andare dove vi chiama la vostra anima e questo sarà per ognuno la risposta migliore sul benessere dell’anima, oppure sulla sua caduta morale.

Ricordate, che ognuno è responsabile per come la restituisce. Dalla comprensione corretta del perché uno sta sulla Terra, dalla scelta della via che aumenta il nostro livello di sviluppo, dipende tanto.

Domanda: Cosa è la «via in avanti»?

Risposta: Una delle basi della via della umanità in avanti è costituita dalla agiatezza e dalla gioia dell’essere. Viene ricompensato di più colui che dà e non prende. Felice colui che lungo la via apprende. Innalzato colui che insegna, senza lasciare i segreti della vita solo per sé. «Via in avanti» è la strada che voi seguite. La via dalla Terra verso l’Essere Eterno.

L’uomo è creato ed esiste sul pianeta a livello basso albuminoso, e passa ad un livello più alto, quello spirituale, in base ai propri meriti. Ovviamente tutto ciò che circonda l’uomo è fatto in modo tale da indurlo in tentazione, e per creare varie prove per verificare il livello di crescita spirituale. Tutto gira e alla fine si chiude sull’uomo. Cresci e prova, prospera e godi buona salute. Tutto dipende da lui stesso.

L’essere neonato, appena creato, si presenta a Terra al livello più basso. Questo non vuol dire che questo livello è vicino a quello di animali. Semplicemente che per quest’animo tutto è nuovo e tutto è sconosciuto. Per lo stesso motivo uomo è soggetto ai collassi e alle esitazioni spirituali. Spesso è tormentato da desideri contradittori. L’uomo dalle vedute incostanti e dalla psiche turbata si tormenta cercando se stesso e lottando con se stesso. Tali persone spesso sono frequentatrici delle cliniche psichiatriche. Però sono uomini che cercano, indagatori, e non bisogna non prenderli in considerazione. Loro sono curiosi e pignoli, ambiziosi ed ingegnosi.

Non bisogna pensare che dopo la morte l’anima dell’uomo passa al successivo giro di prove, come a scuola si passa da una classe all’altra. E non bisogna pensare che, a prescindere dal nostro desiderio, l’anima discende sulla Terra una serie di volte prestabilite. Lei discenderà, ma solo fino a una totale corrispondenza alla possibilità di lavoro al livello zero, cioè immateriale. Ci sono casi quando si salta da un livello e si arriva direttamente a quello zero. Dipende tutto dal lavoro, dall’autoeducazione e responsabilità, dal desiderio di dare più di quello che ricevi. In altre parole tutto dipende dalla vita vissuta. Se uno vuole spiegare questo concetto ai bambini bisogna dire così:

«Vivere la vita è come attraversare un grande bosco con vari pericoli. Tutto quello che si trova lungo la strada sono dolce bacche e miele selvatico che si può prendere. Ma ci sono le bacche velenose e il miele è custodito. Prova a sopravvivere. C’è il giorno e c’è la notte, ci sono le quattro stagioni, c’è il caldo e il freddo, la palude e la tempesta. Adattati ed adeguati. La vita è fatta in modo tale che devi guardarti intorno ed essere furbo come la volpe, guardingo come una lepre e previdente come uno scoiattolo. Che dire, stai attento a quello che ti circonda e sarai pronto alla vita. Così potrai passare oltre e sopravvivere. Questa sarà la tua vera prova. Se ti impantani nella palude considera che hai perso. Nella vita questo corrisponde a recedere dalle proprie posizioni, tradire se stessi, non fermarsi in un momento decisivo della vita.

Così la vita ha girato ed andata in un’altra direzione, lungo un percorso non pianificato oppure è finita del tutto. Ne comincerà un’altra e poi un’altra ancora. E così finché non superi questo gradino di prova e non sarai considerato idoneo a portarti avanti».

La prova non è soltanto per l’anima appartenente alla persona in questione. E’ anche per il lavoro della guida spirituale che conduce l’anima in terra ed è responsabile per la sua crescita spirituale. Spesso accade questo: colui che è condotto rispecchia chi lo conduce. L’interconnessione, l’attenzione, l’amore fanno grandi opere. Nell’arco della vita le guide possono essere cambiate. Più alto è il livello spirituale della persona più è gradita a loro. Anche questo va considerato in alto e andrà sul loro conto.

Le persone vengono passate da una guida all’altra in modo dolce e delicato, come i petali di una rosa. Se l’anima cresce serve una guida spirituale esperta ed illustre. Tutto ciò è una grande gioia sia per chi consegna sia per chi prende in consegna. Al ritorno dell’anima al livello zero, lodi e onori andranno spartiti in parti uguali ed il grande merito viene diviso fra tutti in quanto questo è anche merito delle guide.

Sul significato di ogni livello si parlerà nel capitolo «Sul mondo invisibile (spirituale)». Qui abbiamo citato solo il livello iniziale e quello finale, eguale a zero.

Domanda: Che significa essere padroni di se stessi?

Risposta: Non solo il padrone, ma anche il giudice e il boia. Come si dice, non c’è giudizio più giusto di quello Divino. Questo è vero, ma Dio ama l’uomo molto più di quanto l’uomo ami se stesso (se parliamo di una persona onesta o quanto meno con qualche briciola di coscienza). Quindi se uomo giudica se stesso con un giudizio probo, secondo la coscienza, vergognandosi smisuratamente per le proprie azioni e colpe, gli verranno rimessi i peccati durante la sua vita. In quanto non esiste un peccato che la persona non potrebbe farsi perdonare attraverso il suo pentimento. L’uomo che non può trovare una giustificazione al suo peccato, si agita, ma per una serie di motivi (spesso per aver avuto un’educazione atea), non può arrivare a Dio, diventa il proprio boia.

E’ un grave peccato quando l’uomo si toglie la vita, ma le persone anche se non lo sanno, attraverso questa azione liberano la propria anima tormentata. Altri passano tutti i propri giorni fino all’ultimo facendo auto-cannibalismo. Sono tormentati dalla propria coscienza e alla fine li porta nella tomba. Questa è una fine terribile, però migliore del suicidio. Un consiglio per queste persone: «Andate in chiesa, Dio e misericordioso ed onnipotente. Amatelo e Lui vi rimetterà i vostri peccati. La prova di questo e Suo Figlio da Lui mandato in Terra e le sue sofferenze per gli uomini».

Domanda: Cosa è nelle forze dell’uomo?

Risposta: L’uomo può tante cose. La cosa principale per lui e vincere la paura della morte. Invece bisogna spiegare, sia ai giovani che ai vecchi, che la morte non esiste. La paura è invisibile, ma quasi tutti la hanno. C’è un dovere dinanzi all’anima – non farla contaminare dagli anni vissuti, bensì innalzarla ad un livello altissimo. L’uomo prende l’anima a nolo e lui è responsabile per essa dinanzi ai suoi precedenti e ai successivi possessori. Ogni persona possiede la libertà, la libertà di pensiero e la libertà d’azione. L’uomo può liberarsi da qualsiasi catena, appartenere a se stesso e tutto sarà alla sua portata. Tanti saggi erano celibi e senza prole, nonostante il fatto che quelle sono le catene più dolci sono le più difficili da togliere. Tante persone sono incatenate dalla paura, la cosa più pesante che Dio ha dato all’uomo. Ma per tante persone la tranquillità d’animo e nociva.

Domanda: Il senso della vita dell’uomo.

Risposta: Il senso della vita sta nella vita stessa. Infatti l’uomo vive per sbagliare, correggersi, creare, lasciare dopo di se i valori spirituali e materiali, i figli, evolversi e far progredire il genere umano. L’uomo è un granello di sabbia di una grande montagna – della società, che a parole è preoccupata della sua sana continuità, in verità però, ognuno pensa solo a se stesso e alla propria stirpe. Questo è un errore di principio. Gli uomini devono comprendere che in realtà nella vita loro sono fratelli e sorelle. La premura per gli altri è la crescita di spiritualità di tutta l’umanità. Quindi il senso della vita sta proprio nella felicità della vita a voi donata, nella possibilità di ripeterla, nella rivalutazione e nel ripensamento.

Domanda: In cosa si differenzia il senso dallo scopo della esistenza?

Risposta: Il senso dell’esistenza consiste nel venire alla luce, di qualcuno o di qualcosa, precedentemente stabilito, per la realizzazione da parte sua di un determinato programma personale, nell’arco di tempo tra la sua generazione e la sua fine fisica.

L’obiettivo davanti a sé può porselo solo l’uomo.

La sua esistenza è un superamento consecutivo di una serie di ostacoli-obiettivi lungo il suo percorso di vita. Non tutte le persone pongono davanti a sé degli obiettivi meritevoli, mentre la maggioranza ha quelli meschini come la lotta per i titoli, la posizione, i soldi e così via.

Domanda: Sul comportamento e l’attività dell’uomo

Risposta: Il comportamento dell’uomo dipende dalle sue norme morali. Le persone si distinguono dalle proprie visioni sulla vita. Qualsiasi cosa vogliamo pensare, esiste il bene e il male. La conduzione di uomo su una retta via di vita è un affare delicato ed impegnativo. Ma uomo non sempre da ascolto ai buoni consigli e poi dopo soffre e dice: «Dio mi ha punito».

Mentre è stato l’uomo stesso a punirsi.

Nell’ambito della propria attività l’uomo deve scegliere in corrispondenza alla sua passione.

Domanda: Cosa è la personalità?

Risposta: Non si può chiamare ogni uomo personalità anche se lui si attribuisce questo appellativo. Se lui ha personalità o meno lo definiscono gli uomini, che non sono sempre giusti nelle proprie valutazioni. Ora chiamano personalità quelli che hanno potere, denaro, un aspetto fisico stravagante ed appariscente, una lingua lunga, sicuri di se ed una ostinazione arrogante. In verità una personalità è un uomo di intelligenza profonda, di buona educazione, di opinioni solide e costanti, di norme di condotta oneste ed animo puro. L’uomo che senza timore difende le proprie opinioni, che sempre e in presenza di chiunque esprime i suoi pareri nello stesso modo, senza mancare di franchezza.

Una personalità può essere chiamato l’uomo che ha le opinioni formate, che è un interlocutore interessante, chi è in possesso di cultura, di comprensione degli altri e che è in grado sia difendere la sua posizione sia di riconoscere il proprio errore.

Di regola una personalità è un leader. La società deve essere interessata nell’educare le personalità e non le semplici masse.

Le caratteristiche principali di una personalità sono spiritualità, eloquenza, spirito pacifico, patriottismo ed altro.

Le fondamenta morali della condotta e dei rapporti reciproci devono essere inseriti in ogni uomo.

Domanda: Causa delle malattie. Longevità.

Risposta: Le cause sono molteplici. Ci sono malattie che uno acquista tramite il proprio «lavoro» e la «cura» del corpo e poi ci sono le malattie che sono le prove prestabilite da superare lungo la vita o per altri motivi.

Le malattie acquisite provengono da un atteggiamento insensato dell’uomo verso il proprio corpo, così come fa con la proprietà, o con i vestiti, che si possono sempre sostituire quando si invecchiano. Bisogna ripetere: «Tutto è male, quando è troppo e quando è poco». Avere riguardo verso il proprio organismo aumenta gli anni di vita sana. La longevità dipende dalla gioia di vivere, dalla presenza di una occupazione utile e amata. Bisogna cercare di vivere con le impressioni di un bambino: non stancarsi mai di gioire, sinceramente gioire ad ogni mattina, al sole, come se fosse la prima volta, stupirsi, vedere il nuovo, cercare le avventure. Non obbligate voi stessi a comprare durante la vecchiaia quello (la salute) che vi è stato donato nella gioventù.

Il segreto della longevità sta nell’amore per la vita.

Domanda: Il cervello dell’uomo è una antenna biologica, un ripetitore?

Risposta: Il cervello dell’uomo è un captatore di varie oscillazioni. L’uomo percepisce col cervello queste oscillazioni e utilizza l’informazione ricevuta per una successiva comprensione nell’interesse proprio e della società. L’informazione buona, completa, esauriente arriva alla persona piena di interrogativi, che si tormenta nella ricerca di una risposta a qualche domanda specifica. In questo stato il cervello dell’uomo si riorganizza e da solo effettua svariate richieste a noi. Le oscillazioni trasportano questa richiesta, e dopo un determinato periodo di tempo, parte la risposta. Le persone la percepiscono come una illuminazione. Si può stabilire un collegamento bilaterale tra il uomo e il Cosmo, ma bisogna meritarlo con le sofferenze. Solo le menti che cercano sono soggette ad una sintonizzazione, mentre ad un uomo comune basta quello che già possiede.

Domanda: L’uomo-biorobot?

Risposta: Anche se potrà suonare male, uomo è un bio-robot. Se uomo viene privato dell’anima, muore. Ma se questa viene inserita, ma non completamente?

Ci sono le persone alienate d’animo. Questo non è altro che una deviazione dalla norma. Ma può accadere anche il contrario e l’uomo può essere d’animo ricco, il che in linea generale, possiamo dire, rappresenta la norma.

L’anima non è un organo visibile, ma senza lei non c’è vita nel corpo. Uomo può vivere in uno dei tre stati, determinati da un inserimento diverso dell’anima. L’anima costituisce solamente una biomassa di lavoro. Da questo possiamo dedurre, che più è perfetta anima, più è perfetto il corpo, nel quale avviene il successivo perfezionamento dell’anima. Come in tecnologia con il passare del tempo si perfeziona il macchinario, così anche l’anima si perfeziona incarnazione dopo incarnazione. In qualsiasi sistema esiste lo scarto. Questo è necessario. Probabilmente in natura questo è inserito per comparare lo sviluppo delle generazioni. E a parte questo c’è bisogno di rifinire il cervello, in quanto le sue funzioni possono atrofizzarsi e sbilanciarsi.

Domanda: In cosa consiste la causa della imperfezione dell’uomo?

Risposta: Nella imperfezione del suo pensiero. La madre deve iniziare l’educazione dell’uomo nuovo dalla prima infanzia. Il bambino, nato nell’ ‘amore, deve essere educato nel rigore e nella conoscenza di se stesso. Se, successivamente al lavoro della madre, viene aggiunto il lavoro del bambino stesso, i nipoti di questa persona, a giusto titolo, potranno essere chiamati perfetti. In una tale persona tutto deve essere eccellente e le virtù spirituali unite a quelle fisiche. Ma come potete immaginare questo è un mito, un sogno. L’uomo ha talmente tanti difetti, sulla sua strada ci sono così tante tentazioni e prove, che la perfezione è impossibile da raggiungere. Se così non fosse, non ci sarebbe bisogno di reincarnazioni. In altre parole, le sofferenze umane sono pre programmate, ma esse possono essere diminuite attraverso il lavoro individuale.

Domanda: Come funziona il cervello dell’uomo?

Risposta: Il cervello é un aspiratore che l’uomo usa a propria discrezione. Se c’è la volontà, ognuno può usufruire della «attivazione» in sé di un tale prezioso amico e consigliere. Non é visibile dal di fuori che il cervello é un trasmettitore di informazione. Il consiglio viene da dentro. Lui é quello che le persone chiamano il «secondo io» oppure una soluzione spontanea inconscia (intuizione).

Il cervello é plurifunzionale. Lui riceve, custodisce, sfoglia e cancella informazioni. Suoni, odori, sensazioni, sensi tattili – tutto si chiude nel cervello.

Domanda: Sulla percezione della musica e dei colori.

Risposta: Voi distinguete solo i toni netti senza distinguere morbidi semitoni ed altre tonalità meno distinte, dal vostro punto di vista. Mentre tutto sta nella musica e nel colore. In questo senso l’arcobaleno é un regalo!

Esistono sette toni di colori principali. Essi possono essere variati. Anche i toni musicali sono sette, ma la gamma sonora è inesauribile. Quanta bella musica c’è e ci sarà, ma c’è anche tanta assurdità. Cercate la stessa cosa anche nel colore. Combinate suoni e colori. In essi è rinchiuso un senso profondo. Si può comporre musica con i colori ed essa eserciterà la stessa influenza sul cervello umano di quella normale, ma sarà percepita con difficoltà. Qui bisogna cercare dei compromessi.

Allo stesso modo ogni quadro può essere trasformato in musica, anche se nessuno l’ha mai provato a fare. Un quadro mediocre, che non è passato attraverso l’anima suonerà come una cacofonia disordinata. Qui il collegamento è molto diretto – entrambi influenzano il medesimo emisfero cerebrale ed attivano le medesime zone.

In un alienato mentale queste zone non bisogna curarle con le pillole, ma con la musica e la gamma dei colori. Tutte le parti e le cellule del cervello sono divise in zone. Ogni zona ha un compito ben preciso. Una è responsabile per sonno, altra – per la veglia, terza per il dolore, poi per il nutrimento e così via. Sopprimi una di loro e non potrai dormire. Ma continui a vivere. Anche se, non molto a lungo, come una persona normale a meno che un’altra zona non attivata non assumerà questa funzione. Nel cervello ci sono tante zone non attivate. Si può dire che loro esistono senza alcun pro. Tutto richiede lavoro e ricarica. Se non c’è lavoro, comincia il processo di invecchiamento e di deperimento. Se potessimo scomporre il cervello a livello delle singole cellule ed avere la conoscenza precisa di dove si svolge una funzione o altra, si potrebbe comandare l’uomo come se fosse una macchina. In questo modo si potrebbero comandare interi popoli.

Ogni emisfero cerebrale ha le sue funzioni. Essi lavorano a specchio. L’emisfero sinistro è responsabile per la metà destra del corpo e vice versa.

La parte del cervello che è responsabile per la percezione del colore si trova nell’emisfero sinistro nel suo centro, perché qui si trova la zona principale di percezione. La natura lo ha nascosto più in profondità, lontano da possibili traumi. Non esiste uomo che dopo un incidente o una catastrofe qualsiasi, abbia perso la possibilità di percepire il colore. L’uomo non percepisce tutto in bianco e nero. In questo è la sua diversità. Esiste una percezione insufficiente dei colori questo può manifestarsi in ognuno in modo diverso ciò dipende dallo sviluppo delle cellule. Ma perdere la percezione dei colori del tutto – questo non accade. Davanti e ai lati della scatola cranica le parti del cervello sono più esposte ai sovraccarichi e ai traumi.

Il cervello è fatto in modo tale, che protegge le parti più importanti, in quanto anche una leggera commozione cerebrale provoca interruzioni nel processo della vita.

Supponiamo di stendere il cervello come una striscetta. La lunghezza di questa striscetta tra i diversi uomini non varierebbe molto. Se dividiamo in parti questa striscetta e le parti a loro volta le dividiamo in punti, allora potremmo osservare le zone non attivate che corrispondono alle funzioni, che l’uomo non possiede o non utilizza. Per esempio:

1. Trattenere il respiro per un lungo periodo di tempo. Serve per nuotare sott’acqua, per disattivare il respiro nel sonno, per conservare il lavoro dei polmoni per un periodo di tempo più prolungato. Trattenere il respiro per difendersi dalla polvere. Questo può essere riprodotto in seguito ad un scrupoloso allenamento per la difesa da un attacco chimico.

2. La zona di disattivazione del freddo, del caldo e degli altri estremi ambientali. Serve per la sopravvivenza dell’uomo nelle condizioni estreme, per i voli nello spazio con aria rarefatta e con la temperatura bassa oppure se bisognasse vivere su un altro pianeta con la temperatura bassa.

3. La zona delle sensazioni dolorose. Questa è più vicino all’uomo. Qualche volta essa può essere ripristinata attraverso suggestione o autosuggestione. I bambini hanno questa zona particolarmente sviluppata, o, per meglio dire, non la hanno persa. I malati mentali hanno questa zona disattivata. A loro spesso capita di avere contusioni e le contusioni avrebbero tormentato la loro anima già malata. Questo è giusto e misericordioso. Ma questa zona esiste e bisogna agire per un lungo periodo sul cervello della persona ammalata, per riportarlo allo stato normale ed attivare un punto paralizzato.

4. La zona della paura e della sua soppressione. Questa zona serve per salvaguardarsi dagli atti spericolati e prevenire l’estinzione. Tante cose dell’umanità sono legate alla paura. Il controllo in quella zona del cervello si chiama istinto di sopravvivenza.

La soppressione della paura è necessaria, ma questo va fatto solo con la forza di volontà quando si comprende la necessità di una tale azione, dopo aver valutato il pericolo e pesato tutti i pro e i contro. Il rischio deve essere ragionato e non inutile. Non si può, questo è un grande peccato, offrire la propria vita come tributo ad atti sconsiderati.

5. La zona responsabile della percezione della fame. Alla disattivazione di questa zona, l’uomo non prova più fame. Questo non può durare a lungo. Lo stomaco deve nutrirsi. Non si può eliminare il cibo del tutto. Il disinnesto serve in condizioni estreme. Come prova vogliamo ricordare che malati di mente si nutrono diversamente. A prescindere dal cibo somministrato il paziente è sempre sazio. Il senso di fame sparisce in seguito ad un minimo di alimentazione non appena la zona ha percepito il segnale di assimilazione del cibo.

6. Il senso della percezione del colore. Di questa zona già si è già parlato. Essa è una delle più importanti e custodite.

Sul colore bisogna aggiungere quanto segue. Le persone devono vestirsi di colori accesi e non tristi. L’abbigliamento è quello che vedono tutti. Il colore deve accompagnare la persona e influire beneficamente sulla sua psiche. Gli uomini raramente guardano i quadri, non fanno attenzione alla natura. La natura è stata spostata in secondo piano. Lei non è più a vicina all’uomo o più precisamente è lui che vive fuori dalla natura, senza alcun legame con lei. Quindi bisogna fare in modo tale che i colori si percepiscano come un regalo dall’alto. Bisogna costruire le abitazioni nelle zone boschive e montagnose, altrimenti la percezione del colore comincia a decadere.

7. La percezione della luce in generale. La zona è importante per il cervello e per gli occhi. Si intende la emissione luminosa.

8. La percezione dei suoni. In questa è incluso il punto responsabile della percezione della musica. I suoni li sentono tutti. Mentre la musica viene percepita in base all’attività o la passività di quel punto. La connessione della musica alla zona costituisce un massaggio di quel punto. Con questo si può risvegliare l’udito di un sordo, nel caso in cui la sua malfunzione non è di carattere innato oppure legata a traumi dell’apparato uditivo.

La musica può essere composta, ma, in modo tale, che essa non si differenzi per volume, ritmo e percezione. Musica diversa cura diversamente. C’è la musica che ha un’azione nostalgica. Ogni melodia composta riflette lo stato interiore del suo compositore nel momento creativo. Ha senso comporre musica su richiesta. Il compositore deve al momento della creazione concentrarsi sul proprio umore, sui sentimenti, sui pensieri, suo stato d’animo. La musica composta in questo modo sarà un emblema musicale di quel giorno, un resoconto del compositore della giornata vissuta.

Si può scegliere la musica appositamente come cura. Nei giorni critici della settimana e dell’anno, in generale in una situazione difficile c’è bisogno di una musica leggera e melodica. Attualmente ci sono effetti sonori dappertutto, che influiscono molto sulla psiche. La musica composta nei nostri tempi, in gran parte ha una cattiva influenza sul cervello e suscita una influenza eccitante. Sarebbe un bene eliminarla del tutto. Inquina l’anima degli uomini in particolare quella dei giovani.

9. La zona responsabile per la riproduzione dei suoni, della voce, della risata. La riproduzione del suono avviene attraverso quella parte del cervello. Quella parte del cervello si è auto-sviluppata, anche se questo non era previsto, in quanto la comunicazione può avvenire anche in modo telepatico. Ma la capacità di parlare l’ha cancellato per assenza di necessità. E la capacità telepatica ha iniziato a perdersi. Se sia giusto o sbagliato, è una questione molto discutibile. Bisogna saper fare tutto. La telepatia dell’uomo è poco sviluppata e si manifesta durante il rapporto con gli animali. Non bisogna pensare che gli animali comprendono le parole umane. No, gli animali leggono i pensieri attraverso gli occhi. Questo è importante.

La sordità va curata in modo parallelo e contrario. Se un sordo non ha un trauma fisico, legata alla riproduzione del suono, va curato complessivamente, in quanto le zone di percezione e di riproduzione del suono sono vicine.

10. Poi seguono le zone responsabili per il funzionamento delle braccia e delle gambe. Queste sono zone di comando. Se si atrofizzano si indeboliscono i muscoli degli arti. E’ necessario fare quotidianamente un massaggio senza contatto di questa zona.

11. La zona responsabile per la perpetuazione della specie. Questa agisce a livello dell’istinto ed è necessaria.

12. La zona responsabile per il sistema nervoso in generale. Dallo stato di questa zona dipendono l’attività, la passività, l’eccitamento, l’eccitazione, gli stress dell’uomo. Lo stato dei punti in questa zona in diversi momenti di vita, di tempo e nelle varie situazioni è diverso. Lo stesso punto può comportarsi in modo impredicibile in diverse situazioni. Qui molto dipende dall’autoregolazione e dall’autocontrollo di questa parte del cervello. In linea generale questo è possibile, ma serve un allenamento per un autocontrollo costante.

13. La zona responsabile per i sentimenti dell’uomo nei confronti dei suoi simili, il bisogno di rapportarsi. Questo riguarda tutto quello che ci circonda. L’uomo non può vivere in isolamento dai propri simili e dal mondo animale. Se dovesse essere allontanato da tutto questo, quella zona del cervello necessariamente si atrofizzerà e il risultato sarà la follia.

Domanda: Cosa è la vergona e la verità?

Risposta: La vergogna è parente della coscienza. Può essere momentanea o può essere che duri tutta la vita. La vergogna è un buon indicatore. Se c’è la vergogna vuol dire che l’anima è viva e c’è la coscienza. La vergogna ci offre la possibilità di rimediare alle nostre mancanze e difetti. Se è presente l’uomo vede e sa che ha fatto male qualcosa. E questo è un bene.

Da tanto tempo l’uomo si tormenta con la domanda, cosa è meglio l’amara verità o la dolce menzogna? La verità è meglio. Altro discorso è chi e come presenta questa verità. Con la verità si può uccidere, ma con le stesse parole, solo dette in un altro modo (voce, intonazione, compassione) si può attenuare, consolare. L’uomo decide come deve influire la verità: giustiziare o graziare. Ma la verità è la verità.

Domanda: Sul dovere e sulla coscienza.

Risposta: Il concetto di «dovere» è sempre meno presente tra gli uomini. Dovere e coscienza. Sono due parole, ma un’unica cosa. Dovere è un concetto che obbliga. Ma obbliga non attraverso la paura, ma tramite la coscienza. La parola «dovere» va usata sempre con le parole Patria, genitori, figli, onore. Non è una parola retorica, ma la parola di una persona educata. Non bisogna interpretarla nel senso di ridare qualcosa indietro (come per esempio il denaro). Difendere la Patria è un dovere, ma anche un onore. Svolgere l’estremo dovere (non perché così ci danno da mangiare, da bere, ci ameranno e faranno amicizia), ma per la chiamata del cuore.

La coscienza è un sentimento che non permette all’anima di addormentarsi, che la mette in guardia contro l’indifferenza. Le parole «uomo senza onore e senza coscienza» sono considerate come una terribile offesa. Queste, come un coltello, feriscono l’anima. Dio ci guardi dal dover sentire queste parole, salvo che non siamo diventati di pietra.

Con la parola «dovere» le persone andavano in guerra, mentre quelle senza coscienza nello scantinato. Gli uomini perivano con onore e quelli nello scantinato si trasformavano in ratti. Ad ognuno secondo il proprio operato. Il desiderio di tanti di strappare un bel boccone in qualsiasi modo, anche a discapito del prossimo, di approfittarsi dell’altro, di chiudere gli occhi su mondo, di cercare insaccare il benessere e metterlo a catena, non sarà mai incoronato dal successo. E la rete si strappa e la catena si consuma.

Domanda: Cosa sono intelletto e l’istinto?

Risposta: L’intelletto è un bagaglio acquisito attraverso il proprio lavoro, zelo, volontà, desiderio di raggiungere qualcosa di grande. E’ un’acquisizione personale di ciascuno.

L’istinto non dipende dall’intelletto. Istinto è un intuito interno, un suggerimento. Tra gli uomini si manifesta perlopiù come difesa, come una possibilità aggiuntiva di sopravvivere. Un tesoro nascosto tra le circonvoluzioni cerebrali, che da una spinta, un risveglio, per superare un pericolo mortale.

Riassumendo, questo è un suggerimento su come meglio uscire da una situazione difficile.

Domanda: Sulla paura dell’uomo.

Risposta: La paura è essenziale per la sua vita. Anche coloro che conoscono le leggi della vita e della morte, le persone che credono in Dio e l’immortalità dell’anima, temono l’ignoto. La paura appartiene anche agli animali. Ma loro sono soggetti ad essa non per i «motivi personali», ma per la conservazione della specie. La paura spinge a commettere infamità nei confronti di altre persone. Bisogna cercare la chiave per superare la paura e questa è nella certezza che tutto è fugace, passerà anche questo momento, ma non bisogna sottomettersi e tradire. Meglio superare un dolore fisico che rimanere a vita con quello spirituale. L’uomo ha la possibilità di uscire dal dolore fisico. Lo stesso organismo lo aiuta, le capacità cerebrali nascoste. Paura e coscienza sono vicine, ma sono distinte. La paura genera il tradimento, la coscienza taglia senza lama.

La paura può essere di vario genere. Per esempio, la paura della morte, la paura dell’ignoto. Nel cervello batte come un impulso il pensiero: cosa c’è dopo? Si può dire che questo è il primo motivo della paura dinanzi alla morte. Ma non tutti hanno questa paura in modo uguale. Ci sono religioni che educano i credenti nella impavidità davanti alla morte e alla sua attesa come purificazione dai peccati del corpo. Ma anche qui c’è una paura animalesca. Ci sono persone che aspettano la morte come una liberazione dalle sofferenze. Queste sono meno assoggettate alla paura eppure..

La paura di dover andare verso l’ignoto che riguarda anche le persone forti e spiritualmente temperate. Di solito loro coscientemente assumono leadership della famiglia, della società, della chiesa ecc. La loro paura della morte è legata a dover lasciare i propri cari, compagni, adepti, colleghi di lavoro, soprattutto se non vedono un leader che li potrebbe rimpiazzare. Loro sono soggetti alla paura per una causa iniziata, ma non portata al termine.

Domanda: Sull’interazione tra l’uomo e la natura.

Risposta: Si può considerare la loro relazione come interazione, ma si può considerare l’uomo come uno che palesemente succhia la natura. Che interazione è questa se l’uomo prende dalla natura tutto quello di cui ha bisogno per la vita, ma ne restituisce una quantità tale, che non si può chiamarla interazione? Prende dalla natura di più, la distrugge in modo sconsiderato anche se, qualche volta, non intenzionalmente.

La natura viene rovinata pezzo dopo pezzo: nel cortile, nella regione, nella città, nel mare e cosi via. Ognuno vede la sua parte rovinata e pensa, che il guaio sia arrivato da solo a casa sua. Mentre la sciagura è nella nostra casa comune – sulla terra, nel sentimento di odio e di paura degli uni verso gli altri. Bisogna mettere le toppe alla Terra e non buttare i soldi per l’inquinamento dell’orbita spaziale. La paura di guerre, il tentativo di difendersi da esse con scorte di armi chimiche e nucleari distoglie dalla testa di ciascuno il problema principale – la possibilità di distruzione planetaria. Questo sì che è un vero peccato!

Solo l’unione può dare agli uomini la possibilità di superare tutto.

Domanda: L’aggressività è codificata nell’uomo, e come si scatena?

Risposta: In linea generale è codificata, ma si può decodificare. Come si può deprogrammare una macchina, così anche si può sottrare l’aggressività dalla cellula genetica biologica dell’uomo. Questo è inerente solo all’esistenza terrestre. Nell’essere spirituale l’aggressività non è codificata. Nello stesso tempo l’impulso o come voi dite il rilascio di adrenalina, ancora non è tutto. Questo è l’interconnessione di un impulso con il cervello. Eppure lui emette l’ordine al sangue di immettere adrenalina. Il cervello è il vero pozzo di avviamento e di spegnimento. E’ una cassaforte delle possibilità dell’uomo.

Domanda: Come può l’uomo vivere liberamente?

Risposta: E’ semplicissimo. Realizzando i propri desideri messi in lui dalla natura e dalla sete di conoscenza. Non essendo attaccati, nella vita, ad un solo posto o ad una sola cosa. Questo non è ammissibile.

La cosa importante, pur vivendo liberamente, non infastidire il prossimo, non uscire dalla cornice delle imperfette leggi umane. Vivere liberamente non significa non far nulla. L’uomo deve fare tante cose. Solo un pensatore libero, non stretto dalla cornice della politica e della scienza, può arrivare alla scoperta di qualcosa completamente nuovo e non confondersi tra la folla.

Domanda: Sul libero arbitrio dell’uomo.

Risposta: La cosa principale è la libertà di scelta. L’uomo deve essere libero in tutte le sue azioni, così potrà avere anche il talento.

Non bisogna andare mai contro la propria coscienza e bisogna evitare sempre la menzogna. Essa appartiene alle persone prive di carattere che subiscono la paura. I migliori non mentiranno. Nei loro doveri c’è l’osservazione e la lotta contro la pigrizia e il parassitismo. Ognuno deve fare un giuramento, forse un po’ ingenuo, ma sincero, che impedisca di fare qualsiasi tipo di compromesso con la propria coscienza.

La libertà è nell’espressione dei propri pensieri, anche se possono sembrare assurdi.

L’uomo forte e di carattere non ha vita facile, in quanto non può più vivere senza intervenire nella vita degli altri.

Domanda: Sulla conoscenza di se dell’uomo.

Risposta: Tutto prende l’inizio da una età molto tenera, dall’esame attento delle sue mani, di suoi piedi, del suo volto, sulla necessità di ogni parte del proprio corpo. Va valutata l’adattabilità alla natura, il bisogno di diverse cose per utilizzarle nei propri interessi.

Nella tenera età dell’uomo la riflessione sul senso della vita non esiste. Questa domanda sorge in connessione alla paura della morte. Si può dire che prima compare la paura, più pulita sarà la percezione del mondo circostante.

I genitori devono iniziare a parlare piuttosto presto della necessità della vita e della utilità di portare in essa il proprio contributo. I sentimenti infantili sono particolarmente acuti e meglio sapere fin dall’infanzia verso dove va il nostro cuore, dove dovrà essere trascorsa la vita e in quale lavoro ci si potrà autorealizzare e contribuire nel modo migliore alla causa comune dell’umanità.

Però l’autoconoscenza non si limita solo all’infanzia e all’adolescenza. Dentro la persona c’è il desiderio di conoscersi, il desiderio di auto perfezionamento esiste nonostante le difficoltà quotidiane della vita. La vita in gran parte è una gioia, se uno può utilizzarla nel modo dovuto e pur seguendo i propri desideri, non nuoce al mondo circostante.

Il processo della conoscenza della natura nei nostri tempi è legato alle leggi dello stato, che limitano la possibilità di spostamento nella nostra casa-pianeta, in paragone ai secoli precedenti. Mentre i sistemi di spostamento non favoriscono la fusione con la natura e quindi, la possibilità di imparare da essa la vita. Ma uomo è parte della natura. Salvaguardate la natura. Tutto ciò che è stato creato da Dio merita rispetto e ammirazione.

Domanda: Cosa è l’autorealizzazione?

Risposta: E’ una tendenza intrinseca dell’uomo a realizzare nella vita tutte le capacità donategli dalla natura. Più l’uomo lavora sulle sue possibilità, realizzandole nella vita, più sarà ricompensato per i propri sforzi e per la sua instancabilità e dunque più potente sarà l’essere che lo guiderà lungo la vita. Mentre se la persona è poco attiva ed è stanca di se stessa, si allontana dai propri pensieri e dalle proprie cose, allora avrà anche poco aiuto dall’alto, in quanto diventa poco interessante.

Domanda: E’ vero che dall’inizio ogni uomo ha una determinata predestinazione?

Risposta: In linea generale, si. Però con il proprio lavoro e perseveranza si può ottenere di più. E se uomo col proprio lavoro si accattiva la benevolenza della guida cosmica, allora quest’ultima, con un piacere ancor più grande, lo consegna nelle mani di una guida ancora più alta. Avviene una specie di consegna dell’allievo al maestro, dalla classe inferiore a quella superiore. Questa eccezione è il miglior regalo sia all’uomo sia a noi.

Domanda: Sulla scoperta delle capacità e potenzialità dell’uomo.

Risposta: Il cervello dell’uomo non è usato appieno. Bisogna cercare i modi di tirar fuori dall’uomo le sue risorse e le capacità non utilizzate. Tante di esse si rivelano da sole nelle situazioni critiche. La medicina da tanto tempo studia questo problema, ma per ora i risultati scarseggiano. Tutto si riduce allo studio della costruzione del cervello, il suo volume ecc. Sembrerebbe che la scoperta delle potenzialità dell’uomo bisogna cercarla non nella composizione di cervello, bensì nella predisposizione. Il cervello umano deve essere considerato come un ricevitore che deve essere sintonizzato ad una determinata lunghezza di onda. Dalla precisione della sintonizzazione del cervello dipende il talento oppure la mediocrità dell’uomo. Bisogna imparare non a comandare al cervello stesso, ma a sintonizzarlo sul talento che senz’altro c’è in ogni uomo e bisogna solo svegliarlo.

Domanda: Cosa è l’intuizione? Il meccanismo dell’intuizione.

Risposta: Gli uomini di tutte l’età, razze e religioni possiedono l’intuizione. L’intuizione può essere in linea molto generale paragonata al riflesso. La Natura (Dio) ha dato all’uomo il sentimento-presentimento, ma a causa della evoluzione mentale dell’uomo, del suo auto perfezionamento e del suo innamoramento della propria personalità, questo sentimento è diventato ottuso, ha cominciato ad atrofizzarsi e di esso è rimasto ben poco (giusto qualche barlume). L’intuizione è più visibile nei bambini che ancora non hanno imparato il pragmatismo.

L’intuizione è un fenomeno che riguarda il conscio, piuttosto che all’inconscio. Il pensiero non è presente, ma l’organismo sa, che è così o bisogna fare nel modo seguente. Questo non riguarda la conoscenza dell’anima e dell’organismo vivo.

Domanda: Come possiamo spiegare i fenomeni psichici?

Risposta: Questi fenomeni sono il lavoro del cervello, dell’anima e del sistema nervoso in generale. In gran parte è il lavoro dell’anima, in quanto tutto inizialmente proviene dalle sue manifestazioni – brutalità, insolenza oppure dalle caratteristiche positive (educazione, autosviluppo, ideologia personale, pubblica ecc.). Ai fenomeni psichici uomo viene portato dall’ambiente circostante e dagli stress.

La persona con la psiche profonda (stato d’animo positivo per la vita) avrà una forte difesa nell’animo nobile, arricchito di esperienza e conoscenza.

Domanda: Quale missione è stata predisposta per l’uomo dal Creatore?

Risposta: Il flusso positivo di energia per la costruzione dell’Universo in un quantitativo nettamente superiore a quello attualmente ricevuto. Il miglioramento del potenziale individuale. Si può dire quel che si vuole, ma la replica dell’uomo come un essere biologico nell’Universo non esiste. Quindi se vogliamo chiamare l’uomo semplicemente una «struttura sperimentale», questo è giusto ed interessante. Generalmente parlando, l’uomo è interessante per vivacità ed imprevedibilità mentale. Sembra che bisogna fare in un modo, mentre lui per dispetto a qualcuno, e primo di tutto a se stesso, lo fa in un altro. Se non fosse per l’invidia ed l’avarizia uomo sarebbe buono. Ma questi sono i suoi difetti principali.

Domanda: Cosa bisogna fare ora? Cosa dire agli uomini?

Risposta: Ciascuno deve lavorare sul proprio carattere ogni minuto. Sappiamo cosa è il bene e cosa è il male. Anche se piccola, ma che ci sia una vittoria su se stessi. Non tutto subito. Però se ognuno riuscirà a vincere un suo piccolo difetto, in totale avremo un grande avanzamento in senso spirituale. Andare in convento, fuori dalle tentazioni del mondo, non è una soluzione. La crescita è nel resistere a quelle tentazioni. La crescita è possibile solo lì dove c’è la tentazione. Come nel caso del veleno e dell’antidoto.

Domanda: L’umanità nell’evoluzione dell’Universo.

Risposta: Questa non svolge il ruolo principale, ma molto più modesto. Quale ruolo principale può svolgere ora l’umanità? Non è quello il ruolo che stato predisposto per lei dal Creatore. Se vogliamo dire scherzosamente, Lui ha sbagliato i suoi calcoli. Non è questa la via. Va bene il pianeta, la minaccia di inquinamento. La Terra ce la farà, si auto-purificherà. Darà un paio di scosse, l’acqua sostituirà la terra, la terra l’acqua e inizierà la seconda rinascita. Mentre per il Cosmo (più precisamente lo spazio intorno alla Terra) dispiace per davvero. Questo è già molto inquinato sia coi rifiuti naturali dell’umanità ed ancor di più con i segnali sonori. Non è questo il modo per comunicare tra gli uomini. I segnali sonori sono vestigia del passato, i residui dell’“animalesco”. E’ ora di comunicare col pensiero. Finché non ci sarà questo, non ci sarà nemmeno la nuova civiltà. Quando il pensiero potrà essere letto da tutti, non ci saranno più né le menzogne né il male. Ci sarà il paradiso biblico.

Per il suo ruolo, l’umanità deve produrre e donare l’energia positiva. Per ora, anche se non si riesce molto bene, la cosa va avanti. La Terra è viva, viva e pensante. Il pianeta stesso è molto sapiente, con molte doti, ricco e vessato. Si stancherà degli uomini e dei buchi che hanno fatto in lei e laverà tutti con un po’ d’acqua.

Domanda: A cosa serve il cervello dell’uomo?

Risposta: Pensare, prendere decisioni, fissare, ricordare, acquisire ed elaborare informazione.

Domanda: Che significa pensare?

Risposta: Significa scegliere tra due e più possibilità, cercare la verità oppure qualcosa di preferibile per una data circostanza.

Domanda: Come nasce il pensiero nel cervello?

Risposta: I pensieri nuovi nascono a posto di quelli vecchi. Non ci saranno i pensieri sul fondamentale, se non ci sono i tormenti della ricerca, la lotta con se stessi, l’insoddisfazione per se stessi e per la situazione creata. Non ci saranno nemmeno nuovi pensieri, illuminazioni e suggerimenti.

Domanda: Come rendere una persona geniale?

Risposta: Riportare sul livello di comunicazione migliore. Migliorare la memoria. Desiderio individuale di studiare, laboriosità attraverso un interessamento personale. Amore verso propria causa portato quasi al fanatismo.

Filantropia – tutto quello che si fa, tutto per il bene dell’uomo.

Ereditarietà e talento.

Solo in piccola dose il talento dipende dall’ereditarietà. Ovvero anche un genitore privo di talenti può avere dei figli geniali e capaci. Il talento che viene trasmesso in eredità è piuttosto il lavoro dei genitori educati, istruiti ed intelligenti. Il bambino, attraverso il suo rapporto con loro e il loro entourage, assorbe il buon gusto, le emozioni positive, il modo di pensare. A lui va data una giusta istruzione, mentre l’atmosfera spirituale in cui lui vive, lo sviluppa. Dunque in una famiglia di talento può crescere un uomo al quale viene trasmessa la conoscenza. Loro possono essere dei buoni operai ed esecutori, ma che difficilmente porteranno niente di nuovo in nessun ramo. Spesso chiamano talento una buona istruzione ereditaria.

Domanda: Cosa succederà all’uomo quando arriverà ad un altissimo livello spirituale?

Risposta: Morirà l’involucro fisico. Però tutta l’umanità non sarà mai nello stato etereo. La maggioranza assoluta passerà dal fisico all’etereo, ma il corpo e l’anima dell’uomo continueranno a vivere sul pianeta. Questi sono i germogli, i semi per la crescita spirituale. Un albero di mele avrà la sua ripetizione nel seme che si trova dentro la mela. Questo è una ripetizione, il doppiaggio, la continuazione della vita. L’uomo è un essere spirituale allo stato embrionale.

Domanda: In cosa consiste la vera libertà dell’uomo?

Risposta: Nella libertà di pensiero, di movimento, di religione e di percezione della realtà.

La libertà è distacco da qualsiasi cosa, irresponsabilità.

E’ proprio bene questo?

Domanda: Cosa è l’umanismo?

Risposta: Filantropia, amore per la natura, bontà di cuore per l’ambiente circostante. In base alle circostanze – misure severe di azione. La parola fluttuante, polivalente. Ognuno ha la propria umanità. Accade che uccidano anche amando.

Domanda: Come si può immaginare la società umanitaria?

Risposta: Agiata, pulita, amante dell’ordine anche nelle piccole cose. Ma ancora più importante, istruita esteticamente, eticamente e spiritualmente. Ecco tutto il segreto dell’umanità.

Domanda: Che significa essere una persona umana?

Risposta: Non essere vuoto, avere interesse per la vita, amare tutti (o quanto meno provare a farlo), non essere indifferente (questo è più spaventoso dell’odio in quanto l’odio è visibile, mentre l’indifferenza è mortale). Cercare di aiutare coloro che chiedono aiuto, senza imporlo. Tutto questo è chiaro per coloro che hanno l’anima aperta. Questo non si può insegnare perché non è una formula.

Domanda: Quali qualità umane possono essere definite più preziose?

Risposta: La bontà, la pietà, la misericordia, la capacità di perdonare e la comprensione (possibilità di entrare nella situazione dell’altro), possesso del senso di umorismo.

Domanda: Cosa è necessario all’uomo? Quali devono essere i suoi bisogni?

Risposta: La salute e la pace. Richieste minime. La cosa più importante – la conoscenza. La comodità è un bene, ma ottunde la finezza di percezione, desta la pigrizia. Ma un’agiatezza minima è necessaria, in caso contrario nasce l’astio.

Domanda: Quali sono le norme della moralità?

Risposta: Ogni popolo ha la sua. La norma della moralità – è la coscienza di ogni uomo. Se ci sarà una educazione morale comune – bene. Ma non ce niente di nuovo nella moralità. Vedi le leggi religiose universali e questo sarà la verità. L’importante: non mentire, non invidiare, non lesinare.

Domanda: Quale è il senso della vita umana?

Risposta: Vivere, vivere ed accrescere il livello di conoscenza, l’esperienza di vita. I pensieri e la memoria non si bruciano. Sono più sicuri che dentro una cassaforte, mentre sul resto è stato già scritto – spirito, evoluzione ecc.

Domanda: Quale posto ha assunto l’uomo nel mondo della natura?

Risposta: Vergognoso. Poca intelligenza, tanto egoismo. Ha esaltato se stesso. Qui non ci sarà un vincitore. Anche voi, per ora nell’aspetto fisico, siete natura (ingrata).

Domanda: In che modo deve cambiare l’atteggiamento degli uomini verso la natura?

Risposta: Non bisogna amare solo il proprio cespuglio e il gattino. Bisogna imparare ad amare. Essere consumatori è la cosa più facile. Bisogna saper rendere. Dalla natura si può solo prendere in prestito. E per restituire servono amore e denaro, ma siete fatti così, e il denaro lo spendete solo nei vostri interessi. Questo basterà ancora per tre decenni da re della natura, dopodiché le maschere antigas.

Domanda: Sui rapporti interpersonali.

Risposta: I rapporti si reggono su qualche interesse: amichevoli (puliti), comuni (circoli, hobby ecc.), di necessità (utili, reciprocamente vantaggiosi), costretti (famiglia, lavoro, vicinato).

Bisogna dire che relazioni influenzano la salute non meno dell’aria o del cibo. E non sempre positivamente. Qui non parliamo di relazioni particolarmente indesiderabili. Ci sono le persone che odiano e sono odiate, chi non ama e non è amato. Fanno pena tutti i due – sono persone malate. I rapporti ideali vanno costruiti sui interessi comuni, amore e fiducia.

(trad. DW – dic.2015)